FISAC-CGIL su Cattolica: «Quali garanzie sul futuro?»

La sigla sindacale scaligera sottolinea come la storica e radicata presenza sul territorio della società di assicurazioni debba essere mantenuta e chiede che l'accordo con Generali venga reso pubblico affinché le OO.SS. possano valutare su elementi oggettivi le prospettive dell’operazione.

IMAGO 2019 - CATTOLICA ASSICURAZIONI
La sede di Cattolica Assicurazioni in via Enrico Fermi a Verona

Sul caso Cattolica-Generali scende in campo anche la Federazione Italiana Sindacale Lavoratori Assicurazioni e Credito (Fisac) della CGIL Verona. La sigla sindacale ritiene, infatti, che siano necessarie chiarezza e garanzie sulla natura e sulle prospettive dell’operazione. 

«Il probabile ingresso di Assicurazioni Generali nell’azionariato del Gruppo Cattolica Assicurazioni investe la città di Verona e travalica la mera questione aziendale. – si legge nella nota diffusa stamattina – La trasformazione in Società per Azioni, indispensabile nel caso non si riesca ad effettuare l’aumento di capitale per altre vie, non dovrà in alcun modo determinare pregiudizio per i livelli occupazionali e gli aspetti professionali delle lavoratrici e dei lavoratori di Cattolica, né ora né in futuro». 

La Segreteria di Fisac CGIL Verona: Paola Crema (Alleanza Assicurazioni), Stefania Presta (BANCA MPS), Pier Nicola Pisani (Segretario generale) Raffaella Riggi (ISP), Zamo Pavani (Cattolica Assicurazioni).

«Cattolica vanta una storica e radicata presenza sul territorio scaligero che deve essere mantenuta. – prosegue Fisac – Le precedenti esperienze vissute da Verona devono far riflettere: basti pensare a come il gruppo Unicredit, quando avvenne la fusione con Cariverona, abbia impoverito la città trasferendo i centri decisionali e abbia proceduto alla cessione di numerosi rami di azienda a soggetti terzi; l’operazione Banco Popolare-BPM sta manifestando dinamiche analoghe». 

«Il presidente Bedoni ha più volte fatto riferimento ad un “accordo quadro” tra Cattolica e Generali che definisce l’impatto dell’operazione sulla Compagnia e pertanto sul territorio. Chiediamo che tale accordo venga reso pubblico affinché le OO.SS. possano valutare su elementi oggettivi le prospettive dell’operazione».