FIAVET, l’importanza di affidarsi a un’agenzia di viaggi

Fausto Baldin, presidente della sezione di Verona di FIAVET, ha raccontato ai nostri microfoni l'anno difficile che è stato per agenzie di viaggio e tour operator, e le prospettive che le nuove misure governative portano per il comparto.

In occasione del nuovo numero di Verona Economia, dedicato al mondo degli spettacoli e degli eventi, abbiamo intervistato Fausto Baldin, presidente della sezione Verona di FIAVET, la Federazione italiana imprese, viaggi e turismo delle agenzie di viaggio che aderisce al sistema Confturismo Veneto, per fare il punto sulla situazione delle agenzie di viaggi.

Cos’è FIAVET e chi rappresenta?

FIAVET rappresenta da circa sessant’anni il turismo organizzato, quindi quello che riguarda le agenzie di viaggi e i tour operator del territorio. 

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Com’è stato il 2020 per il comparto? Avete ricevuto aiuti dallo Stato?

Il 2020 è stato un anno terribile per il comparto, forse il peggiore che possiamo mai ricordare. Lo è stato per tutti, ma il nostro comparto penso sia stato il più penalizzato. Oltre ad averci tolto il lavoro svolto nei due mesi precedenti alla pandemia, c’è stato tolto anche il post pandemia. Un ristorante domani mattina apre e probabilmente non avrà il pieno dei coperti ma potrà comunque lavorare; ma i viaggi sono ancora un’incognita tra restrizioni governative, norme differenti a seconda dello Stato e voli cancellati. Noi speriamo che ora ci sia un’armonizzazione del modus operandi in Europa per tornare a viaggiare. Sono quattordici mesi che il nostro comprato ormai è fermo e non lavora. Le perdite nel 2020 si attestano intorno al 90% del fatturato del 2019, siamo davanti a un azzeramento quasi completo.

Gli aiuti dello Stato ci sono stati, ma non sono stati sufficienti per le nostre esigenze. Un’agenzia media fatturerà sui 100mila euro, di cui 60mila sono spese fisse: di queste spese fisse lo Stato con i vari ristori e sostegni ha coperto forse i 30-40mila euro. Auspichiamo che ci sia una ripresa del modo di viaggiare.

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Quali sono le prospettive per la stagione turistica?

Queste nuove riaperture ci rendono un po’ più fiduciosi, ma questo vuol dire comunque attendere un lavoro che non è immediato, ma comincerà nel medio-termine. Molte persone sono ancora in attesa di sapere quando faranno la seconda dose del vaccino, quali sono le regole per entrare o rientrare in Italia, e tutte queste incertezze frenano i turisti dal prenotare le vacanze. Il comparto delle agenzie di viaggio non è soltanto proiettato per gli italiani che vanno all’estero, ma molte agenzie lavorano con gli stranieri che vogliono entrare in Italia. Aver imposto l’obbligo di tampone per coloro che vengono nel nostro Paese, disincentiva il turismo e tende a frenare il turismo. Sono piccole regole che creano del disagio e della confusione, e noi auspichiamo che a livello europeo arrivi in fretta questo Green pass e che le vaccinazioni proseguano a ritmo serrato, che si possa muoversi in sicurezza, ma che lo si possa fare. I tamponi sono costi che ricadono sul turista e che quindi lo spingono a rimanere a casa. C’è una grande voglia di uscire, ma mancano le conferme ancora. Le persone sono ancora in attesa, e noi siamo in un limbo, attaccati ai mass media per capire come si evolve la situazione. 

Affidarsi a un’agenzia di viaggi ora come non mai rappresenta un grande aiuto per l’economia locale e la sua ripresa: oltre a un contatto umano, un supporto e un’assistenza, si ha anche la certezza che i nostri soldi finiscano in tasse allo Stato. Le OLTA (online travel agencies) come Booking o Airbnb sono multinazionali che non hanno sede in Italia: non aiutano il nostro Paese a risollevarsi. Auspichiamo che lo Stato possa mettere a disposizione delle possibilità di avere finanziamenti a lunga gittata con garanzia dello Stato, questo sarebbe l’unico modo per aiutarci a traghettare in questa situazione. Un esempio: quando sono andato a chiedere i finanziamenti in banca hanno voluto i bilanci del 2020; sentirmi dire che il nostro bilancio non era a posto e non sarebbe stato possibile concedermi il finanziamento, è stato triste. Non avendo lavorato, è normale che i bilanci siano così sballati. Auspichiamo un intervento governativo che possa darci quella spinta a coprire con la garanzia dello Stato queste esigenze e necessità.

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