Federmep: «Festa per lo scudetto sì e matrimoni no? Assurdo»

La delegazione veneta di Federmep lancia un appello al Governo chiedendo di far ripartire eventi privati e matrimoni, criticando lo stop per il settore degli eventi ma non per la festa dello scudetto dell'Inter, che domenica ha richiamato in piazza Duomo decine di migliaia di persone.

Matrimonio

È un affondo diretto quello fatto dalla delegazione veneta di Federmep, associazione che rappresenta imprese e professionisti del settore matrimoni ed eventi privati, nei confronti dello Stato in merito alle celebrazioni per festeggiare lo scudetto vinto dall’Inter. Piazza Duomo domenica si è riempita in pochi minuti di migliaia di persone creando un pericoloso maxi assembramento.

«Ieri a Milano si è celebrata la resa dello Stato. La festa per lo scudetto dell’Inter a cui hanno  partecipato 30mila persone è stata di fatto consentita mentre non si autorizzano eventi privati – matrimoni e non solo – ben più piccoli, organizzati in ogni dettaglio e supervisionati da professionisti nel  rispetto delle linee guide. Evidentemente il calcio ha una legislazione tutta sua. Dobbiamo forse  suggerire agli sposi e agli invitati di indossare una maglietta della squadra del cuore?» chiede Serena Ranieri, presidente di Federmep. 

«È l’ennesima discriminazione ai danni del mezzo milione di persone che operano nel nostro settore, ferme da 14 mesi e senza certezze per il futuro. L’indefinititezza della legge, inoltre, sta creando anche  interpretazioni contrastanti dei divieti, con la conseguenza che feste si sono tenute e si terranno. Eventi spesso privi di organizzazione e quindi con minor garanzia di rispetto delle norme. Il governo comprenda che far ripartire le cerimonie e le feste non solo ridarebbe fiato a imprenditori allo stremo delle forze ma darebbe anche maggiori garanzie sul rispetto delle norme a tutela della salute», conclude Ranieri annunciando che nella giornata odierna i ministeri dello Sviluppo economico, della Salute e degli Affari regionali e i presidenti delle Regioni hanno ricevuto un appello motivato per la ripartenza in sicurezza. La delegazione veneta ha inviato questo documento al Presidente Zaia, con preghiera di farsi portavoce di tale richiesta.