«Il comparto di congressi ed eventi è tra quelli che ha subito più danni nel corso di quest’anno, perché i fatturati si sono ridotti dell’80%. Avevamo un minimo di speranza – dichiara Albarelli – perché, in questi mesi di ottobre e novembre, eravamo riusciti a recuperare alcuni eventi ibridi, in parte in presenza, in parte online, realizzando il 5% degli eventi che normalmente si svolgono. Questo dava un minimo di speranza e ci permetteva di programmare almeno il 2021, ma con il DPCM di ieri il disastro è fatto».

Prosegue Albarelli: «Oggi ci troviamo nella condizione di non poter più lavorare e l’attuale modalità di organizzazione degli eventi ci inficia tutto il 2021. Stiamo parlando – precisa la presidentessa – di un comparto che occupa 23 miliardi di PIL in Italia. Già di per sé la situazione della pandemia ne aveva ridotto le attività, ci manca solo il DPCM che spegne anche quell’ultimo lumicino che poteva essere acceso».

«Ci stiamo attrezzando con tutte le associazioni di categoria per chiedere chiarimenti rispetto alle incongruenze di questa situazione. Ricordiamo che il settore dei congressi genera indotto su tutta la ristorazione, il catering, i servizi tecnici e che ci sono tantissime partite IVA che lavorano come liberi professionisti».

Albarelli aggiunge: «C’è un mondo di lavoratori e di imprese che oggi sono disperati, questa situazione non chiara non agevola né la speranza né la pianificazione. Ora c’è bisogno urgentemente di sostegno immediato alle imprese: i 20 miliardi che hanno pensato di mettere su questo settore non bastano».

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«Svolgere i congressi in via telematica può essere una soluzione intelligente che agevola o permette ad alcune imprese di sopravvivere, perché ci sono imprese che si sono specializzate in questo servizio, ma c’è una quantità di altri soggetti che non rientra in questa modalità di eventi. C’è anche un’altra questione: lo sviluppo economico non può passare soltanto da conferenze o incontri online, prima o poi le persone devono incontrarsi e, visto che le regole per incontrarsi ci sono, è il momento di adottarle».

Sulla possibilità di un altro lockdown, la presidentessa afferma che è «inaccettabile un nuovo lockdown perché la situazione rispetto a un anno fa è completamente cambiata».

«Penso che bisogna trattare questa situazione con la consapevolezza che ci sono le modalità per gestirla al meglio, vanno individuati realmente i posti dove si possono incontrare dei focolai e su di essi bisogna intervenire evitando quelli dove c’è un controllo del rischio. Con un nuovo lockdown chiuderebbero una quantità di imprese e avremo dei disastri sociali di una gravità assoluta».