Federcongressi, Albarelli: «Gli eventi si possono fare in sicurezza»

In vista della 10ª edizione del Premio Verona Network, dedicato alle persone e alle aziende che fanno grande Verona, l'intervista ad Alessandra Albarelli, presidente Federcongressi ed Eventi, candidata nella categoria Associazioni.

Tra i candidati al decimo premio Verona Network anche Federcongressi ed Eventi, nata nel 2004 come federazione di tutte le associazioni delle Meeting and Events Industries che operano in Italia, rappresentando il mondo degli eventi a 360°, dai viaggi di incentivazione aziendale ai congressi medici agli eventi Corporate.  

«Nel 2010 – racconta la presidente Federcongressi Alessandra Albarelli – abbiamo deciso di diventare un’associazione di primo livello, strutturando l’organizzazione e dividendo per categorie funzionali le aziende che erano all’interno. Ad oggi abbiamo la categoria destinazioni e sedi congressuali, la categoria degli organizzatori di eventi, la categoria dei servizi e consulenze che comprende tutta la filiera, dai catering agli allestitori ai Service tecnici».

Tante le difficoltà durante il periodo di emergenza sanitaria per un settore che aveva appena iniziato a organizzare gli eventi per la stagione 2020. «Molte imprese – continua Albarelli – purtroppo non hanno ancora iniziato a lavorare e hanno dovuto posticipare o cancellare tutti gli eventi in programma. I più possibile sono stati posticipati in autunno molti di questi invece sono stati addirittura cancellati o spostati nel 2021».

Ora la mancanza di date certe per la ripartenza rischia di compromette non soltanto il breve termine ma anche l’autunno, complice il tempo tecnico di organizzazione da sei mesi o un anno da cui non è possibile prescindere.

«Senza certezze e prospettive di futuro è difficile fare impresa, parliamo di un settore con circa 650.000 addetti completamente bloccati, una situazione veramente molto pesante. Stiamo chiedendo a gran voce di riaprire perché gli eventi si possono fare in sicurezza. Riaprono le fiere di paese, le sagre o i luoghi di movida dov’è c’è una gestione non controllata dei flussi e non i congressi o le convention aziendali dove le persone, che vanno lì per lavoro, sono addirittura pre-registrate: è molto più semplice controllare un luogo professionalmente gestito che non una piazza».

«Parliamo di una categoria – conclude la presidente Federcongressi Alessandra Albarelli – che ha nel DNA la capacità di adattarsi e di risolvere situazioni difficili, abituati allo spostamento e alla gestione di migliaia di persone, a organizzazioni complesse in luoghi complicati in tempi complicati con interlocutori difficili. Queste imprese sono nate per il problem solving e la programmazione: nulla li spaventa ma serve un supporto da parte del governo e degli interlocutori istituzionali».