Fedagro Verona, Saturnini: «Fondamentale non bloccare la macchina»

Frutta e verdura fresca diventano vecchi anche dopo un’ora di permanenza al Mercato Ortofrutticolo e per questo è fondamentale che il settore non si fermi. Il punto con Andrea Saturnini, presidente di Fedagro Verona.

Continua a lavorare il Mercato Ortofrutticolo di Verona, e lo fa senza sosta dal primo lockdown di marzo. Non è infatti cambiato molto in questi mesi dal punto di vista operativo – racconta Andrea Saturnini, presidente di Fedagro Verona, un’associazione che abbraccia tutte le aziende presenti nel mercato da tantissimi anni, aziende principalmente a conduzione familiare –. Questo lo ha permesso la struttura del nostro mercato, un chilometro di lunghezza che dà modo a tutti gli addetti al carico e allo scarico di lavorare in maniera adeguata, rispettando tutte le disposizioni che sono poi entrate in essere nel periodo di chiusura totale».

Dopo il boom delle vendite di marzo e aprile il futuro resta però incerto e nell’ultimo periodo è salita nel settore la preoccupazione per il rischio di una nuova chiusura totale.

«Non dobbiamo mai dimenticare – sottolinea Andrea Saturnini – la difficoltà nella gestione dei freschi: i nostri prodotti, verdura e frutta fresca, sono vecchi anche dopo un’ora di permanenza al Mercato e il fatto di continuare a muovere questa macchina è per noi fondamentale. La grande cooperazione tra direzione e operatori del Mercato mi fa però ben sperare».

Particolare apprensione si registra per il canale Horeca, drasticamente bloccato negli ultimi mesi. «Si è finalmente capito – commenta Saturnini, presidente di Fedagro Verona – che bloccare un settore del genere, soprattutto nella nostra città così turistica, significa ricadute su molti altri comparti. Nel nostro territorio la presenza massiccia di questi esercizi fa parte del nostro tessuto: se chiudiamo questa tipologia di aziende andiamo a bloccare una buona fetta dell’indotto territoriale».