Elisa Zorzi, la scommessa vinta sullo zafferano

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Dal master in proprietà industriale a regina dello zafferano: la trentatreenne di Villafranca, ha messo da parte la giacca dell’ufficio per prendere in mano l’azienda del padre e coltivare “l’oro rosso”. Ha creato un marchio, Zorzaff, che sta riscontrando un grande successo.

Elisa Zorzi, 33 anni, di Villafranca, ha lasciato una carriera nel campo della proprietà industriale, con esperienze prestigiose a Bruxelles, per amore della campagna. Quella campagna che suo padre Giuseppe ha coltivato da sempre, con amore. Quando una mattina di due anni fa è venuto a mancare, Elisa, che è figlia unica, non ha avuto nessun dubbio: ha messo da parte la giacca dell’ufficio e ha comprato gli stivali di gomma.

Lo zafferano, annoverato tra le spezie più costose al mondo, che trova sempre più spazio in cucina e nella nutraceutica, è la carta che Elisa ha deciso di giocare per reinventare l’azienda di famiglia.

Elisa, che è entrata a far parte anche del Consiglio dei giovani di Confagricoltura Verona, in due anni ha capovolto totalmente la sua vita: «Mio nonno — racconta — era agricoltore, e così mio papà, che però ha cercato di tenermi lontano da un lavoro che è fatto di fatica e sacrificio. Così io mi sono laureata in scienze politiche e poi ho fatto la specializzazione in politiche dell’Unione Europea, andando a fare esperienza anche a Bruxelles al Consiglio Ue e quindi a Roma al Dipartimento delle Politiche comunitarie.»

«Poi — continua — ho fatto il master in proprietà industriale e lotta alla contraffazione, e ho subito trovato lavoro in uno studio specializzato a Verona. Lì sono rimasta per cinque anni, finché, improvvisamente, è venuto a mancare papà. Non me la sono sentita di vedere tutto il suo lavoro andare in fumo e ho deciso di licenziarmi per prendere le redini dell’azienda, non solo a Villafranca ma anche in Turchia, dove papà da 20 anni produceva nettarine, nella zona di Efeso».

A darle un grande supporto è stata la mamma Antonia, che già affiancava il marito nella conduzione dell’azienda agricola. Elisa così ha non solo iniziato a occuparsi dei campi, ma ha anche deciso di diversificare la produzione per dare nuovo slancio all’attività. E si è orientata verso lo zafferano, una coltura che sta riscontrando molto interesse sul mercato.

 

«I fiori sono viola, bellissimi. Gli stimmi sono rosso fuoco. Mi sono appassionata. Ho studiato, ho fatto corsi, sperimentazioni e coltivazioni pilota prima di iniziare – spiega —. In due anni ho allestito una piantagione di zafferano di 2.000 metri. Ho messo in piedi un laboratorio Ppl, cioè di Piccole produzioni locali, per lavorare il prodotto e confezionarlo. Infine ho sviluppato un packaging molto sfizioso. Il tutto firmato con il mio marchio, Zorzaff, che è la combinazione del mio cognome con zafferano. Sta avendo molto successo con aziende, ristoranti, botteghe e privati”.

«La coltivazione dello zafferano parte ad agosto, con la piantagione dei bulbo-tuberi. A ottobre la fioritura e la raccolta, che durano circa un mese. Tutte le mattine – dice — durante la fioritura, all’alba, vado a raccogliere i fiori quando sono ancora chiusi, poi li porto in laboratorio. Stacco i tre stimmi rossi che, adeguatamente essiccati, costituiscono la famosa spezia. È un lavoro pazzesco sia per la raccolta che la sfioratura, che si può fare solo a mano. Ci vogliono quasi 200 fiori per fare un grammo di zafferano. Tutte le fasi dalla raccolta all’essiccazione sono molto delicate e cruciali per la buona riuscita del prodotto finale».

Lo zafferano di Elisa ha avuto il suo momento di gloria al Vinitaly, dove è stato utilizzato nello show cooking dei cuochi della riseria La Pila per preparare il risotto agli ospiti dello stand di Confagricoltura. Che hanno molto gradito il profumo delizioso della spezia. Lei è soddisfatta e vuole continuare su questa strada: «In Italia siamo pochi produttori, quasi tutti in Abruzzo e Sardegna. C’è ancora spazio per crescere e far crescere l’oro rosso sul nostro territorio, anche se continuerò a portare avanti l’azienda di famiglia nel segno della tradizione».

Orgoglio viene espresso da Piergiovanni Ferrarese, presidente dei giovani di Confagricoltura Verona: «La storia di Elisa e del suo progetto vincente è figlia di un approccio fortemente imprenditoriale, che caratterizza un modello di successo di fare agricoltura. La mission dei giovani di Confagricoltura Verona è proprio quella di formare e sostenere i giovani imprenditori, incentivando un’agricoltura che guarda al futuro, nel rispetto delle tradizioni».