Un “viaggio nel mercato che cambia” con Ance Verona

"I nuovi modelli dell'abitare: opportunità e prospettive per le imprese", questo il titolo del convegno di ieri promosso da Ance Verona.

Carlo Trestini - Presidente Ance Verona
Carlo Trestini - Presidente Ance Verona

I nuovi modelli dell’abitare: opportunità e prospettive per le imprese“, questo il titolo del convegno di ieri promosso da Ance Verona, la sezione scaligera dell’Associazione nazionale costruttori edili. L’appuntamento è stato in Camera di Commercio di Verona.

Proporre una visione a medio e lungo termine per la città è uno degli obiettivi di Ance Verona, che per questo promuove una serie di appuntamenti. Non solo per mettere in luce le nuove dinamiche del mercato sia dalla prospettiva delle imprese che delle richieste degli investitori e del cliente finale, ma per fornire anche idee nuove per formulare una programmazione strategica del futuro.

Dopo aver analizzato come il sistema economico e sociale stiano mutando e aver sottolineato che lo spazio urbano va ripensato a partire dalle necessità di chi si troverà a viverlo domani, dopo aver fatto un focus sull’importanza di Verona città universitaria con l’assoluta necessità di alloggi mirati per studenti e professori e infine, dopo aver approfondito questi temi con gli investitori più qualificati, Ance Verona ha portato avanti l’analisi con un nuovo appuntamento di confronto e approfondimento dal titolo “Viaggio nel mercato che cambia: orientare scelte e investimenti”.

Lo ha fatto abbracciando le mutate dinamiche del mercato con la collegata necessità di modificare l’approccio alle operazioni immobiliari. All’incontro, organizzato nell’auditorium “Domus Mercatorum” della Camera di Commercio di Verona, sono intervenuti: il professor Federico Della Puppa, responsabile area economica e Territorio di Smart Land, il presidente di Ance Verona, Carlo Trestini, il presidente del Gruppo Giovani di Ance Verona, Michele Cicala e a chiusura del convegno, il presidente di Ance Veneto, Paolo Ghiotti.

«Viviamo in una regione in cui il pil è in crescita rispetto al dato nazionale, trend che si riflette anche sul comparto delle costruzioni- sottolinea Carlo Trestini – I dati della Cassa Edile di Verona confermano questo trend anche per la nostra Provincia, ed evidenziano che dal 2017 la situazione è costantemente migliorata: a settembre 2019, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, si registra un +10% sia della massa salari che delle ore denunciate, il numero delle imprese iscritte è aumentato di circa il 4,5% ed il numero di lavoratori di quasi il 10%».

«Dopo un decennio di preoccupazioni si sta dunque assistendo a una schiarita, ma nel frattempo la società è talmente cambiata negli stili di vita che è più che mai necessario oggi riadeguare il modello delle costruzioni e dello stesso mercato immobiliare secondo una visione strategica che tenga non solo conto delle nuove tendenze del vivere e dell’abitare contemporaneo ma sappia anche anticiparle, perché nell’era 4.0 i cambiamenti si susseguono con grande rapidità. E avere una visione, il più possibile condivisa, aiuta a governare meglio, presidiando il mercato».

«Sono aspetti di cui deve tener conto anche la Pubblica Amministrazione – prosegue Trestini – con una programmazione chiara e tempi certi, in mancanza dei quali i numerosi investitori interessati al nostro territorio non sono in grado di determinare se e quanto l’investimento possa essere remunerativo, perdendo di fatto importanti opportunità di sviluppo e crescita».

Per fornire gli spunti utili ad orientare le scelte delle imprese interviene Federico Della Puppa, Responsabile area economia&territorio di Smart Land. «Le nuove richieste del cliente finale sono lo specchio di un profondo mutamento sociale – spiega Della Puppa – che deve essere adeguatamente conosciuto ed analizzato per rapportarsi nel modo corretto alla domanda. Sempre più attenzione è rivolta alla qualità della vita all’interno degli edifici in termini di comfort e benessere».

«Si sta assistendo ad un ripensamento degli spazi pubblici per favorire la socialità, la vita di comunità, ridando valore alla città attraverso il recupero di edifici e quartieri in stato di degrado o di abbandono. In quest’ottica le imprese dovranno adeguare i propri modelli di business e, in molti casi, anche le proprie strutture organizzative e produttive, ragionando in termini di produttività e remuneratività, come indicatori delle performance aziendali».

Il Presidente del Gruppo Giovani di ANCE Verona, Michele Cicala, sottolinea come «Tutto ciò che mette in evidenza oggi il Prof. Della Puppa è in linea con l’attività e i servizi di supporto alle imprese che l’Associazione ha impostato e implementato già da qualche anno, con specifici percorsi informativi e formativi e consulenze altamente innovative e specialistiche. Tra le tematiche su cui focalizziamo la nostra attenzione abbiamo proprio l’analisi del mercato, la qualità e la durabilità di edifici con elevati livelli di comfort e di performance, la gestione economico-finanziaria delle imprese e delle operazioni immobiliari, e l’efficientamento e il coordinamento del processo costruttivo. Elementi quanto mai necessari per portare innovazione e competitività nel settore edile».

«Che il mercato cambi perché la nostra società è cambiata, è un dato di fatto», evidenzia Paolo Ghiotti, da pochi mesi eletto Presidente di Ance Veneto per il biennio 2019-2021. «Perciò le imprese associate devono essere consapevoli che vecchi modelli costruttivi anche di successo, oggi non lo sono più. La casa non è più un bene rifugio, ma è diventata sempre più un servizio».

«Ci siamo resi conto che non può essere giustificato come crisi il periodo passato, quanto più come colpa per l’incapacità di leggere il futuro. Un’edilizia che deve cambiare, che non vuole generare solo PIL ma anche ben stare. Ecco perché nel rispetto del suolo non possiamo pensare solo alla riqualificazione del patrimonio immobiliare (demolendo e ricostruendo in sito) ma, e ne sarà conseguente, alla rigenerazione delle nostre città. Ci vuole coraggio lo deve volere l’intera filiera con professionalità ed etica per un futuro sempre più umanamente sostenibile e onorarci di essere orgogliosi costruttori di una bella Italia».