Turismo, oltre 26mila presenze nel ponte di Ferragosto

Nei giorni festivi si sono registrati 500 visitatori in più rispetto all'anno scorso e, secondo l'assessore Briani, questi sono i «numeri di una città in crescita». Non la pensa così il Pd, che recrimina la mancata attuazione, a distanza di due anni, delle contromisure contenute nel piano strategico del turismo stilato nel 2017.

VERONA
Un ponte di Ferragosto all’insegna della cultura. I musei e monumenti cittadini hanno registrato 500 presenze in più rispetto allo scorso anno. Nelle tre giornate festive, ossia il 15, 17 e 18 agosto, i visitatori sono stati 20.198, rispetto ai 19.693 del 2018. E se si conta anche il venerdì le presenze salgono a oltre 26 mila. A farla da padrone la giornata di giovedì, con 7.655 ingressi, dei quali 3.412 in Arena e 1.987 alla Casa di Giulietta.

Numeri importanti anche negli altri musei. A Castelvecchio, dove è in corso la mostra di arte veronese del periodo animato dalla bottega guidata da Domenico Brusasorzi, si sono staccati 842 biglietti, 148 in più rispetto al 2018. Al Museo degli Affreschi Cavalcaselle 574 ingressi; alla Gam, con Mauro Fiorese, le presenze sono state 421; all’Archeologico al Teatro Romano ben 419.

Gettonato anche il nuovo tour di 90 minuti organizzato dallo Iat di piazza Bra con le guide turistiche autorizzate. Giovedì scorso, dall’ufficio del turismo, sono partite 82 persone, suddivise in più gruppi data l’alta affluenza.

«Numeri importanti che parlano di una città in crescita – afferma l’assessore alla Cultura e Turismo Francesca Briani. Aumentano, infatti, le presenze nei nostri musei e le adesioni alle iniziative che proponiamo per incentivare un turismo attento e consapevole. Verona è una città dove il turismo non conosce battute d’arresto. Continueremo a lavorare soprattutto per incentivare i visitatori, italiani e stranieri, a fermarsi per più giorni e a scoprire le bellezze e i tesori meno noti, al di fuori dell’ansa dell’Adige».
Nonostante i dati positivi registrati nel ponte di Ferragosto, il Pd ricrimina una mancata attuazione, distanza di due anni, delle contromisure alle debolezze del sistema turistico veronese individuate dal piano strategico per il turismo DMO del 2017, con il coordinamento della professoressa Marta Ugolini dell’Università degli Studi di Verona, e il rimbalzo delle responsabilità in merito tra la vecchia amministrazione Tosi e l’attuale amministrazione Sboarina.

Tra i punti che emergevano dal DMO, la mancanza di una programmazione e di un calendario unico territoriale, strategie di sviluppo lasciate alle iniziative dei singoli per mancanza di una regia pubblica, assenza di una strategia di promozione sui mercati emergenti, carenze infrastrutturali a partire dall’offerta di mezzi pubblici e la scarsa sostenibilità sociale per cui spesso le esigenze dei visitatori entrano in contrasto con quelle dei residenti.

Secondo il gruppo consiliare comunale del Pd, i numeri che interessano «sono quelli della spesa pro capite per turista, e questi ci dicono che, ad eccezione della stagione lirica, Verona resta la patria del mordi e fuggi».

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.