Rifugio Scalorbi, ora si possono ricaricare le e-bike

Agsm Lighting ha inaugurato un punto di ricarica elettrica per biciclette al Rifugio Scalorbi (Riserva naturale di Campobrun) a 1800 metri di quota.

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Prosegue l’impegno del Gruppo Agsm nella e-mobility: sabato 12 ottobre, Agsm Lighting ha inaugurato il punto di ricarica per biciclette a pedalata assistita al Rifugio Scalorbi, nel comune di Ala (Trento), nella Riserva Naturale di Campobrun al confine col comune scaligero di Selva di Progno.

La nuova colonnina di ricarica presenta quattro prese dedicate alle biciclette elettriche e una per telefoni cellulari e verrà alimentata dall’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico del Rifugio. Dopo questa prima colonnina, il programma prevede l’installazione di ulteriori punti di ricarica lungo la Val d’Illasi a servizio dei sempre più numerosi cicloturisti che percorrono il Sentiero Europeo E5 e che si inerpicano lungo le mulattiere delle “piccole Dolomiti”.

«Agsm Lighting e tutto il gruppo Agsm – sottolinea Filippo Rigo, presidente di Agsm Lighting – credono fortemente nella mobilità elettrica che si sviluppa sia col progetto rivolto alle autovetture “Electrify Verona” – che renderà Verona entro il 2021 la città italiana con più punti di ricarica veloce per abitante – sia con questo programma a supporto della forte crescita che si sta registrando nelle biciclette con pedalata assistita, sempre più diffuse in Europa».

«Abbiamo iniziato dal Rifugio Scalorbi, a 1800 metri di quota, nel Comune di Ala dove Agsm vanta una presenza decennale grazie alla sua centrale idroelettrica di Speccheri. Questa presa di ricarica è un bellissimo esempio anche di economia circolare: l’energia messa a disposizione dei turisti deriva da un impianto fotovoltaico, con zero emissioni quindi».

«L’attenzione verso l’ambiente – prosegue Filippo Rigo – è per Agsm una costante: oggi la produzione di energia elettrica del Gruppo registra una lusinghiera quota da fonti rinnovabili: un GWh su tre immessi in rete da Agsm deriva infatti da impianti idroelettrici, eolici e fotovoltaici. Un impegno che dura da oltre un secolo: dall’avvio della diga del Chievo che fornì l’energia per la crescita industriale della Verona del primo Novecento».

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