Produttori mele, serve progetto a breve termine

Si è svolto ieri a Zevio il convegno “Mele e pere 2019: previsioni produttive e situazioni di mercato”. L’evento è stato organizzato dalla Camera di Commercio di Verona.

Costruire un progetto a breve termine con obiettivi chiari quali scelte di nuove varietà alternative alla concorrenza italiana, la riconfigurazione dei mercati di sbocco e puntare sulla qualità. Con una campagna entrante dai contorni più “rilassati” della scorsa. Queste sono state le indicazioni per gli agricoltori veronesi di Alessandro Dal Piaz, direttore di Assomela (associazione trentina di produttori melicoli) al convegno “Mele e pere 2019: previsioni produttive e situazioni di mercato”. L’evento, organizzato dalla Camera di Commercio di Verona in collaborazione con il Comune di Zevio,  riprende e diffonde le stime di produzione e commercializzazione di Prognos Fruit grazie agli interventi di Dal Piaz di Elisa Macchi del Cso di Ferrara.

«La Camera di Commercio di Verona organizza da anni questo incontro – ha spiegato Nicola Baldo, componente di Giunta dell’ente – con l’obiettivo di fornire utili indicazioni sull’evoluzione di quantità prodotte e prezzi dei due frutti, in vista delle contrattazioni che inizieranno a giorni con l’inizio del raccolto delle varietà precoci. Questo incontro col tempo si è andato trasformando in momento di confronto e di utile consulenza anche sulle strategie produttive e di commercializzazione per Verona che è terza produttrice italiana di mele e quinta di pere».

L’andamento della campagna in Europa sarà fortemente influenzato dalle gelate che hanno colpito uno dei principali competitor delle mele veronesi, la Polonia. Le stime di produzione per il 2019 prevedono un raccolto di mele in Europa di 10.566.000 tonnellate, con un calo del 20 per cento rispetto alla produzione record dello scorso anno.

Per l’Italia si stima una produzione di 2.194.762 tonnellate, leggermente inferiore a quella dello scorso anno ed in linea con la media 2014 – 2018 (escludendo il consuntivo del 2017).

Gli andamenti della produzione per la stagione entrante sono differenti a seconda delle aree produttive: scende dell’8 per cento il Veneto, a 198mila tonnellate, come pure il Trentino che si assesta su livelli inferiori alla media, che lo scorso aveva fatto registrare il raccolto più alto di sempre; per l’Alto Adige si stima invece una produzione perfettamente in linea con quella dello scorso anno e inferiore alla media.

In uno scenario di questo tipo, per l’Italia e per gli altri Paesi produttori europei la stagione potrebbe essere certamente “più rilassata”, stima Assomela, rispetto a quella che si appena conclusa, senza ombra di dubbio tra le più difficili di sempre. Difficili da valutare, invece, gli effetti del calo produttivo del 46 per cento sulla produzione di pere rispetto a quella realizzata nel 2018. Secondo le previsioni del Cso è previsto un calo del 37 per cento della varietà William, del 63 per cento della conference e del 45 per cento della Abate Fetel.

La serata aperta dai saluti di Diego Ruzza Sindaco Zevio, il Consigliere della Provincia di Verona, Sergio Falzi, è stata moderata dal Vice Segretario Generale della Camera di Commercio, Riccardo Borghero.

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