Abbiamo chiesto ai veronesi la loro opinione sui minibot, ed è emerso che la maggior parte di loro non sapeva nemmeno di cosa stessimo parlando. Eppure tra le prime pagine dei quotidiani e nei salotti di informazione televisiva il tema è all’ordine del giorno. Alcuni si sono lasciati trarre in inganno da “bot”, ma nonostante il nome poco centrano con i buoni del tesoro.

I minibot sono uno strumento finanziario inserito dalla Lega nel cosiddetto contratto di governo con i 5 stelle, su idea del deputato leghista Claudio Borghi. Si tratta di una nuova modalità per soddisfare i creditori della Pubblica Amministrazione. In molti hanno già espresso il proprio disaccordo negli ultimi mesi, a partire dalla Banca d’Italia e dalla Banca Centrale Europea.

I minibot sono destinati alla circolazione cartacea, proprio come le banconote che abbiamo nei nostri portafogli. Il taglio sarà compreso tra i cinque e i 100 euro, a differenza di un ordinario Bot il cui valore minimo ammonta a mille euro. Saranno titoli privi di scadenza e senza tasso d’interesse. Potranno essere usati per pagare i debiti d’imposta e proprio su questo si concentrano le opinioni critiche. Lo stesso Ministro dell’Economia Giovanni Tria ha dichiarato «Non abbiamo bisogno di questo strumento» e ha definito i minibot «pericolosi» e «non verosimili». Il timore, espresso anche da Draghi, è che i minibot possano aumentare il debito pubblico, producendo nientemeno che l’effetto contrario di quello voluto.