I dati sui consumi elettrici raccolti negli ultimi giorni da Megareti Spa, la società del gruppo Agsm che gestisce la rete di distribuzione di energia elettrica a Verona, confermano un trend di crescita. Il fenomeno è legato sicuramente al grande caldo che sta interessando la nostra città. Sin dai primi giorni di questa settimana si registra un incremento dei carichi elettrici dell’11 per cento rispetto a quella precedente. Ieri la centrale operativa di Megareti ha raggiunto i 261 Megawatt di energia erogata, valore molto vicino al picco massimo del 2018, quando ad agosto si sono registrati 264 Megawatt.

Non sono previsti interventi di Megareti sulle proprie strutture, che ad oggi non registrano problemi. Anzi i lavori sono stati tutti sospesi, per non stressare troppo le linee. «Le nostre linee sono buone, sono sane, e possono sopportare anche pressioni molto più alte» commenta il Presidente Alessandro Montagna, invitando i cittadini a non preoccuparsi. In via cautelare, è stata raddoppiata la reperibilità diurna e notturna dei tecnici, pronti ad intervenire 24 ore su 24: «Di norma abbiamo sei persone durante la notte pronte a qualsiasi tipo di intervento; le abbiamo portate a 12. Questo non deve essere un segnale di allarmismo, è solo una massa precauzionale» spiega il Presidente.

Il picco del carico elettrico si verifica attorno nel tardo pomeriggio, attorno alle 17-18. Ad incidere sono soprattutto i condizionatori accesi nei luoghi di lavoro e nelle case. Il consiglio di Megareti è di impostare i condizionatori ad una temperatura non troppo inferiore a quella esterna, a beneficio della salute, della bolletta e della stabilità delle reti.

I dati registrati dalla centrale operativa, spiega il Direttore Operativo Paolo dall’O’, vanno integrati con l’autoproduzione che deriva dagli impianti fotovoltaici installati sui tetti. Oggi ad esempio nella tarda mattinata il consumo registrato era di 241 Megawatt; sommando l’energia prodotta dai pannelli solari si arriva a 251. In un mese e mezzo circa, inoltre, si è registrato un grande sbalzo: a maggio eravamo attorno ai 170 MW, mentre ora stiamo per superare in anticipo il picco dello scorso anno.

Il Direttore Operativo precisa poi come i consumi elettrici siano influenzati non solo dal valore puntuale della temperatura, ma anche dalla durata del periodo in cui tale temperatura si mantiene alta. Le ondate di calore, infatti, non durano poche ore, ma sono estese nel tempo. Il cambiamento climatico incide sulle linee. Basti pensare all’aumento di intensità dei fenomeni temporaleschi: i fulmini sempre maggiori vanno a colpire le linee causando possibili guasti e sbalzi.