È stata un’annata molto intensa quella di Acque Veronesi, soprattutto sotto il profilo degli investimenti. Nel 2019 sono state realizzate circa 44 milioni di euro di nuove opere, un dato molto significativo se si considera che nel 2018 gli investimenti erano nell’ordine dei 30 milioni e che la media nei primi dieci anni di vita dell’Azienda (2007-2017) era stata di 16,7 milioni di euro

Investimenti suddivisi tra infrastrutture fognarie, di depurazione e acquedottistiche; per quest’ultime, alle quali è stato destinato il 50% del budget aziendale, l’intervento più ingente è stato il cosiddetto “tubone” che porterà l’acqua da Belfiore a Lonigo, zona calda per il problema dei Pfas. 

«Su questo – commenta il presidente di Acque Veronesi Roberto Mantovanelli – è importante sottolineare e ricordare come la Regione Veneto sia l’unica in Italia ad aver posto un limite Pfas nettamente inferiore rispetto alle linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità. Diamo un’acqua che ha uno dei limiti più bassi al mondo. Dal 2013, quando è stato scoperto il problema, ad oggi Acque Veronesi ha investito 15 milioni di euro per il contrasto ai PFAS e nel biennio 2020/2021 ne investiremo altri 16. A questi vanno aggiunti altri 5 milioni che rappresentano il costo dei filtri a carbone attivo che garantiscono in particolare lo zero tecnico in zona rossa, così come richiesto dalla Regione».

Acque Veronesi ha poi proseguito la campagna di sostituzione delle vecchie reti idriche e dei contatori sostituendoli con modelli di nuova generazione che ne permettono una lettura più frequente e più corretta del dato, consentendo una miglior gestione della rete. Rilevante anche l’attività di video-ispezione delle reti, per individuare tratti ammalorati e prevenire crolli della volta fognaria che inevitabilmente possono portare a ripercussioni sulla circolazione stradale. 

«Nel 2020 entreremo nel nostro nuovo piano quadriennale delle opere che ci porterà un investimento più evidente verso l’acquedotto (circa il 70% degli interventi in programma) – dichiara il presidente Mantovanelli -. Questo perché sarà completato il tubone Belfiore-Lonigo e inizieremo i lavori per la dorsale che ci servirà per portare acqua da Isola della Scala fino ad Erbè e poi successivamente a Nogara».

Ci sono dei comuni nella provincia di Verona che ad oggi sono privi di acquedotto, soprattutto nella bassa veronese dove è presente una falda ricca di inquinanti naturali. Priorità, quindi, è portare anche in quelle zone acqua di rete controllata e sicura.  

«Procederemo poi – conclude Mantovanelli – con le attività in Lessinia cofinanziate dai Fondi dei comuni di confine per portare l’acqua da Peri fino a Sant’Anna e alle malghe. Un progetto anche tecnicamente molto ambizioso da realizzare perchè porteremo l’acqua fino da cento a mille metri d’altezza.Sempre nel 2020 concluderemo l’intervento sulle fognature di Veronetta, iniziato nel 2019. Con questo, insieme al comune di Verona che ha cofinanziato l’intervento, speriamo di di abbattere sensibilmente il problema degli allagamenti che in quella zona è molto rilevante».

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