Promuovere e valorizzare le imprese che producono interamente nel nord Italia. Questo l’obiettivo della rete di impresa Made in Northern Italy, nata a metà del 2019 che come primo passo ha registrato, lo scorso 16 ottobre, il marchio collettivo Made in Northern Italy Collective Mark a beneficio di tutte le imprese che vi aderiranno.

«Made in Northen Italy è un marchio collettivo – ci racconta Riccardo Scardovelli, direttore della rete – che attesta in modo chiaro univoco la provenienza di un determinato bene prodotto. Chiunque ha i requisiti previsti dal disciplinare di produzione e dal regolamento d’uso del marchio, depositato anch’esso presso il ministero, può chiedere di farne parte». 

Per un’impresa che voglia aderire, fondamentale che la produzione avvenga interamente nelle otto regioni del nord Italia e che la prevalenza delle materie prime utilizzate, quindi più del 50%, provenga dalla medesima area geografica.

«L’impresa – specifica Scardovelli – può anche esternalizzare delle fasi della propria attività ma il vincolo è che anche l’impresa a cui si esternalizza una qualsiasi fase produttiva si trovi nel nord Italia. Un’impresa che ha queste caratteristiche e vuole farle conoscere può utilizzare il marchio collettivo come garanzia assoluta di autenticità, provenienza e conseguentemente di qualità». 

«Non tutti lo sanno – precisa Scardovelli – ma per apporre l’origine non preferenziale (il made in) su un prodotto è sufficiente che l’ultima lavorazione sostanziale venga effettuata in quel determinato Paese. Se un’impresa acquisisce due componenti due semilavorati dalla Cina tanto per fare un esempio egli assembla facendo diventare un nuovo prodotto, potrà poi apporvi il marchio Made in Italy. Il nostro modello, invece, ricalca esattamente lo Swiss made, il made in Svizzera, che contraddistingue manufatti realizzati interamente in Svizzera con materiali proveniente prevalentemente della Svizzera, un sinonimo di qualità assoluto nel mercato mondiale». 

Dopo la deposizione del marchio obiettivo per il 2020 è principalmente quello di farsi conoscere, nella speranza che le imprese, entrando nella rete, creino a loro volta un network che dia sempre più forza al marchio.

«Siamo partiti da Mantova – il direttore della rete Made in Northern Italy Scardovelli – ora ci stiamo espandendo su Verona ma la volontà è di farci conoscere in tutto il nord Italia, ovviamente. Io stesso sono figlio di imprenditori del nord Italia e conosco bene questo mondo e le caratteristiche di aziende medio-piccole con tradizione famigliare che continuano a produrre sul territorio nonostante le mille fatiche, senza spostare la produzione all’estero o prendere prodotti d’importazione per rivenderli come falso Made in Italy. Vogliamo valorizzare queste aziende ma anche tutelarle, e il marchio collettivo è uno strumento unico nel suo genere per poterlo fare».