“L’UE dopo Brexit”, il bilancio di Giorgio Anselmi

Il presidente nazionale del Movimento Federalista Europeo interviene a pochi giorni dalla separazione del Regno Unito dall'UE del 31 gennaio, in preparazione al convegno "L'Unione Europea dopo Brexit", organizzato dall'Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere per il 9 aprile 2020.

brexit - movimento federalista europeo

Venerdì 31 gennaio 2020, alle ore 23 britanniche, l’Europa e il Regno Unito si sono separati. Tra questa prima data e la Brexit definitiva, che avverrà il 31 dicembre 2020, alcuni saranno i cambiamenti nello scenario politico.

L’incertezza degli avvenimenti futuri e le conseguenze di questa situazione, saranno analizzati nell’incontro “L’Unione Europea dopo Brexit”, in programma martedì 9 aprile, alle ore 17.00, presso la sede dell’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere.

Negli spazi di via Leoncino n. 6, è previsto l’annuale convegno sui temi europei, organizzato dalla stessa Accademia in collaborazione con il Movimento Federalista Europeo, quest’anno incentrato su questa separazione. Dopo il saluto del presidente dell’Accademia, Claudio Carcereri De Prati, Giorgio Anselmi, presidente del Mfe, terrà la sua relazione sul tema. Dopo le 18, si darà quindi spazio agli interventi e alle domande, moderate da Attilio Febi, M.E. dell’Accademia di agricoltura scienze e lettere.

«La vicenda della separazione tra Regno Unito ed Unione Europea non è ancora conclusa, ma si possono trarre già alcuni insegnamenti – afferma il professor Anselmi – in primo luogo, la scommessa della classe politica inglese di riuscire a spaccare il fronte degli altri 27 Stati si è rivelata un’illusione fallace, è successo invece il contrario».

Movimento federalista europeo verona Giorgio Anselmi
Giorgio Anselmi, presidente nazionale del Movimento Federalista Europeo

«In secondo luogo – sottolinea Anselmi – aver affidato al popolo la scelta su un tema così complesso è stato un grave errore. La spaccatura dell’elettorato in due campi avversi quasi uguali, fratture insanabili all’interno dei due principali partiti, peggioramento delle condizioni economiche, prospettive future nere o nerissime. E, non dimentichiamolo, l’assassinio di una deputata in campagna elettorale, Jo Cox».

Dalla Dichiarazione Schuman ad oggi, una serie infinita di compromessi ha finito per rendere l’Unione Europea una costruzione indefinibile, persino per gli esperti. Costruendo un nucleo federale tra gli Stati disposti a questa scelta irreversibile e lasciando gli altri in un cerchio più ampio e meno impegnativo, a cominciare dallo stesso Regno Unito, il percorso si sta dirigendo verso una federazione: con una politica estera, un esercito, un bilancio adeguato, una compiuta democrazia sovranazionale.

«L’Unione va troppo stretta a chi vuole ridurla ad una semplice area di libero scambio o poco più – conclude Anselmi – Va invece troppo larga a chi ha l’ambizione di renderla un soggetto importante del nuovo equilibrio mondiale che si va faticosamente costruendo».