Industria alimentare, Anticimex: «Imprese più attive a Verona e Padova»

Con 3.246 imprese attive nel settore dell’industria alimentare, il Veneto si posiziona al 9° posto in Italia. Alta l’attenzione delle imprese a tutela della salute dei consumatori. Secondo Anticimex, realizzata in occasione di Cibus Tec, a livello regionale il numero più alto di imprese attive nell’industria alimentare si registra nelle province di Padova e Verona.

Valeria Paradiso_Responsabile Tecnico di Anticimex Italia

Dal II trimestre 2010 al II trimestre 2019 l’industria manifatturiera in Veneto ha registrato un calo del numero di imprese attive del -13,7 per cento, ma al suo interno esistono settori, come quello alimentare, che resistono: nel II trimestre 2019 le imprese attive nell’industria alimentare in Veneto sono 3.246, pari al 6,4 per cento sul totale industria della regione, posizionandosi così al 9° posto in Italia.

Un comparto importante in cui l’attenzione verso il consumatore è sempre più alta: da un lato aumentano le richieste di controllo e monitoraggio dei roditori da parte delle aziende (+135 per cento), che possono causare danni e problemi di salute ai consumatori, dall’altro cala l’uso di prodotti chimici grazie a una normativa più stringente e all’uso di tecnologie “intelligenti”.

Questa la fotografia di Anticimex, azienda specializzata nel Pest Management e nei servizi di igiene ambientale, elaborata su base dati InfoCamere-Movimprese in occasione della partecipazione a Cibus Tec, che si terrà dal 22 al 25 ottobre a Parma.

A livello geografico, nel II trimestre 2019 il numero più alto di aziende dell’industria alimentare si registra nelle province di Padova con 613 imprese attive, e Verona con 602. Seguono Treviso con 596, Vicenza con 542, Rovigo con 219 e Belluno con 134.

E sul fronte della sicurezza alimentare? Secondo i dati di Anticimex in Veneto cresce l’attenzione delle aziende del settore sul tema della sicurezza e dell’igiene ambientale. Da gennaio a settembre 2019, infatti, le richieste di interventi da parte delle aziende contro la presenza dei roditori sono aumentati del +135 per cento rispetto allo stesso periodo del 2018. Un problema serio per le imprese in quanto i roditori, oltre a essere portatori di malattie, possono anche provocare perdita di prodotto, danni agli impianti e di reputazione.

Ma ad aver registrato nei primi mesi del 2019 il “boom” maggiore sono le richieste di intervento con l’impiego di nuove tecnologie, che permettono di ridurre l’utilizzo di prodotti chimici e al contempo di rispettare l’ambiente circostante. Sistemi sempre più “intelligenti” che prevedono il monitoraggio e il controllo elettronico dei roditori, h24, 7 giorni su 7, e in grado di comunicare dati sull’attività in tempo reale, permettendo quindi di avere la situazione sempre sotto controllo e di intervenire prima che possano provocare danni.

“Il settore alimentare, più di altri, ha bisogno di controlli rigidi per garantire la sicurezza dei consumatori – afferma Valeria Paradiso, Responsabile Tecnico di Anticimex Italia –. La normativa sempre più stringente ha già limitato l’uso di prodotti chimici e, grazie ai dispositivi di nuova generazione, come la tecnologia SMART, che da quest’anno ci permette di monitorare e controllare non solo i roditori, ma anche blattoidei e lepidotteri, oggi è possibile proteggere gli ambienti in modo “green”.

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