Un incontro per conoscere il futuro della formazione nel settore dell’edilizia. «Sarà un confronto franco e approfondito tra scuole edili che si pongono il problema dell’innovazione. Un momento di riflessione sul futuro della formazione degli operatori del costruire e, più in generale, sui cambiamenti e le innovazioni del lavoro edile». Con queste parole l’ex direttore di Edilscuola Claudio Tombari ha commentato il convegno dal titolo “Quale formazione per quale futuro delle costruzioni” presentato ieri mattina, 3 ottobre in sala Arazzi del Comune di Verona.

Presenti alla conferenza stampa anche Ilaria Segala assessore all’Urbanistica e all’Ambiente, Marco Perizzolo presidente di Fondazione Edilscuola, Annalisa Barbetta vicepresidente Fondazione Edilscuola e in rappresentanza di Ance Verona Francesco De Grandis.

Al convegno, promosso da Formedil nazionale e Fondazione Edilscuola in occasione del 70esimo anno di attività, fissato per venerdì 11 ottobre al Polo Santa Marta dell’Università. Oltre 70 scuole edili di tutta Italia sono state invitate.

La Fondazione Edilscuola è rimasta fedele alla propria vocazione di ente di formazione per la qualificazione dei lavoratori delle costruzioni e, nel contempo, di essere anticipatrice dei tempi promuovendo, anche in collaborazione con l’Università, processi di innovazione tecnica e gestionale per la qualità del costruire. «In questi 70 anni la Fondazione Edilscuola ha contribuito non solo alla ricostruzione post bellica della città scaligera, ma ha formato diverse generazioni di operatori del settore. – ha raccontato il presidente della Fondazione Edilscuola Marco Perizzolo – In questi lunghi anni non solo operatori, ma ingegneri, imprenditori hanno avuto modo di conoscere e avvalersi del nostro supporto».

La formazione come obiettivo primario, dunque ma non solo: «L’edilizia è un settore dove la formazione diventa imperativo categorico vista la difficoltà dell’operare nel settore, ma soprattutto per l’oggettiva rischiosità. – ha sottolineato il vice presidente Fondazione Edilscuola Annalisa Barbetta – Prima di entrare in cantiere, ogni nuovo assunto, deve aver sostenuto, alla scuola edile almeno 16 ore di formazione sulla sicurezza».

Ma non è tutto. Perché per festeggiare questo importante traguardo, la Fondazione Ediscuola ha deciso di organizzare una cena invitando tutti i suoi ex allievi, collaboratori e amministratori, tra questi l’Assessore Ilaria Segala: «Ero una giovane ingegnere e ho lavorato come insegnante per i corsi serali Edilscuola– ha ricordato l’assessore – E’ stata una bella esperienza, un’esperienza di vita dove ho condiviso molto con coloro che la mattina lavoravano e poi la sera con grande fatica venivano a fare formazione».

Alla cena parteciperanno circa 500 persone che si sono dati appuntamento all’Antica Riseria Ferron a Isola della Scala. Sarà una serata conviviale, fatta di ricordi e condivisioni, dove verranno presentati anche due importanti novità: un cortometraggio realizzato con il contributo di molti protagonisti di questi 70 anni di storia e un libro fotografico.

Tra le tante figure emerite che hanno fatto la storia dell’Edilscuola, ricordiamo:

  • L’architetto Libero Cecchini (1919), primo direttore della Fondazione Edilscuola, architetto di fama nazionale con un rilevante numero di progetti e realizzazioni, grande esperto dei materiali dell’edilizia storica e di restauro dei beni architettonici e artistici.
  • L’ingegner Giuseppe Voi (1908-1994), vero “cuore e intelligenza” della Fondazione Edilscuola, fondatore e presidente dal 1949 al 1994; fondatore e presidente del Collegio Costruttori edili di Verona e provincia (1946-1986).
  • L’ingegner Angelo Tomelleri (1924-1985) che insegnò Disegno ai giovani operai nei corsi 1949-50. Presidente della Provincia di Verona dal 1964 al 1970, fu poi il primo presidente della Giunta regionale Veneto tra il 1970 e il 1972 e in seguito dal 1973 al 1980.
  •  L’ingegner Giulio Franco Rovelli (1925-2018) che insegnò tecnologia nei corsi 1949-50. Industriale della prefabbricazione di rilievo nazionale, emerita figura di tecnologo e innovatore nell’industrializzazione del costruire.