Depurazione, innovazione e ambiente, ieri il focus a Verona

Depurazione, studio, innovazione: ieri a Verona la 58° Giornata di Studio di Ingegneria Sanitaria-Ambientale. Il mondo della ricerca e le società di gestione a confronto.

Impianti di depurazione: l’innovazione scientifica passa da Verona. E con essa anche la scommessa per l’ambiente che coinvolge la ricerca e che si traduce poi in tecniche sempre più all’avanguardia a tutela ambientale. Anche quest’anno la città scaligera ospita la giornata di studioRazionalizzazione del monitoraggio di impianti di depurazione“, giunta alla 58esima edizione.

Il format della giornata di studio, consolidato da oltre vent’anni di esperienza, mira ad avvicinare il mondo della ricerca universitaria al mondo delle società di gestione (come per Verona e il lago di Garda lo sono rispettivamente Acque Veronesi e Azienda Gardesana Servizi), alla ricerca della collaborazione scientifica.

L’incontro, organizzato dal Gruppo di lavoro dell’Università di Brescia, con l’Ordine degli Ingegneri e il contributo del Consiglio di Bacino dell’Ato Veronese, Acque Veronesi e Azienda Gardesana Servizi, si è svolto ieri pomeriggio nell’auditorium della Camera di Commercio di Verona alla presenza di quasi 200 ingegneri e professionisti del settore.

La giornata ha l’obiettivo di fare il punto della situazione sugli attuali sistemi e protocolli di monitoraggio degli impianti di depurazione e interrogare tutti i partecipanti sulle linee di azione più efficaci per ottimizzare le attività pratiche sul campo, alla ricerca di risparmi di tempo e di denaro e contestuali minori costi che andrebbero a diminuire così anche la tariffa dell’acqua.

Sul territorio veronese (ambito territoriale ottimale, da qui l’acronimo ATO, che corrisponde all’incirca al territorio provinciale), sono presenti 66 impianti di depurazione che si occupano di depurare i liquami fognari per circa 1 milione di abitanti. Gli impianti sono di dimensione molto diversa tra loro: si va dagli impianti per poche centinaia di persone agli impianti più grandi, quali il depuratore di Peschiera e quello di Verona.

Il depuratore di Verona, ubicato in Basso Acquar, tratta circa 90.000 metri cubi di reflui fognari. Nel 2018 la portata del depuratore di Verona, gestito da Acque Veronesi, è stata superiore ai 28 milioni di metri cubi. I dati della percentuale di rendimento degli abbattimenti evidenziano la buona performance dell’impianto, in piena conformità con i parametri di legge. Gli abbattimenti delle sostanze organiche bio hanno raggiunto il 98%, per le sostanze organiche generiche è stato raggiunto il 95%, il totale dell’abbattimento di fosforo è stato dell’86% e infine l’abbattimento di azoto ha raggiunto il 78%.

Il depuratore di Peschiera attualmente raccoglie le acque reflue di tutti i comuni situati sulla costa veronese e alcuni sulla costa bresciana del Lago di Garda. Il depuratore ha una potenzialità nominale di 330.000 abitanti equivalenti. Nel Mincio vengono immessi circa 43.000.000 metri cubi di acqua depurata provenienti dall’impianto di Peschiera del Garda. L’ottima qualità delle acque depurate è costantemente garantita dalla grande efficienza ed efficacia dei trattamenti depurativi presenti assicurando valori estremamente bassi dei parametri analitici rispettando ampiamente i limiti normativi imposti.

Il funzionamento degli impianti è costantemente controllato mediante apparecchiature elettroniche, sonde elettrochimiche e analisi di laboratorio su campioni appositamente previsti. Gli impianti sono soggetti al controllo ispettivo di ARPAV e della Provincia di Verona.

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