Decreto F-Gas, Confartigianato chiede modifiche e sanzioni

Confartigianato ha sollecitato il riequilibrio del sistema sanzionatorio sulla base delle sanzioni previste per i venditori che appaiono più lievi.

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È in dirittura d’arrivo lo schema di decreto con le sanzioni che completano l’attuazione del nuovo decreto F–Gas, le cui disposizioni sono operative dai mesi scorsi. Confartigianato è intervenuta nella discussione parlamentare per migliorare il testo che, in alcuni aspetti, appare lacunoso.

«Confartigianato ha ribadito la richiesta di valorizzare la Banca Dati F-Gas spiega Nadia Cugildi, Vice Presidente di Confartigianato Impianti Verona – e ha chiesto che il Ministero dell’Ambiente intervenga sulla definizione dei contenuti minimi obbligatori da inserire nella banca dati da parte dei ‘venditori’, contenuti giudicati insufficienti per la piena tracciabilità degli F-Gas. Infatti, la scelta di rendere facoltativo l’inserimento del codice identificativo delle macchine frigorifere produce una falla nel sistema di tracciabilità, che limita l’efficacia del provvedimento e aumenta gli oneri in capo agli installatori, i quali si devono fare parte diligente per inserire i dati di macchine che sono state vendute ma che potrebbero non essere iscritte nella banca dati”».

Inoltre, Confartigianato ha sollecitato il riequilibrio del sistema sanzionatorio sulla base delle sanzioni previste per i venditori che appaiono più lievi. La Confederazione ha chiesto altresì una forte riduzione delle sanzioni previste per le imprese in caso di ritardato inserimento dei dati nella Banca Dati F-Gas: le sanzioni attualmente previste appaiono troppo elevate rispetto alla natura amministrativa della violazione.

«Le imprese – afferma Dario Dalla Costa, Presidente nazionale dei Termoidraulici di Confartigianato – hanno fatto un percorso di formazione e certificazione delle proprie competenze e sono le sole qualificate a operare sulle apparecchiature e macchine frigorifere. Questa è una informazione rilevante soprattutto per i cittadini poiché, essendo stata correttamente individuata tutta la filiera dei soggetti che concorrono all’obiettivo fondamentale della riduzione delle emissioni a effetto serra, sono state anche previste le relative, pesanti, sanzioni». 

Confartigianato ha quindi anche chiesto che venga individuato un periodo transitorio necessario e utile per informare capillarmente ed esaurientemente tutta la filiera.

«Deve essere chiaro agli operatori – prosegue la veronese Cugildi – che in fase di acquisto, installazione, manutenzione e smantellamento delle apparecchiature e delle macchine frigorifere devono rivolgersi ad un impiantista qualificato, abilitato presso la Camera di commercio ai sensi del D.M. 37/08 e in possesso delle certificazioni F-Gas in corso di validità. Ma tutti noi ci chiediamo se i cittadini che hanno un condizionatore in casa sappiano di essere gli ‘operatori’. Ma, soprattutto, che affidandosi a personale non qualificato possono essere multati con una sanzione minima di 5.000 euro. Io temo di no!».

Il primo fondamentale snodo per i controlli sono proprio i venditori che attraverso il rigoroso adempimento dei propri obblighi possono garantire la piena tracciabilità delle macchine e degli F-Gas, oltre che svolgere un prezioso ruolo di informazione dovendo chiedere agli utilizzatori finali una dichiarazione contenente l’impegno che l’installazione sarà effettuata da un’impresa certificata.

Per Confartigianato poi devono essere edotte anche tutte le figure professionali e le imprese che concorrono al ciclo produttivo edile, per evitare sversamenti accidentali di gas ad effetto serra.