Si è celebrata sabato 26 ottobre, nella Basilica di San Zeno a Verona la 69ª Giornata del Ringraziamento provinciale. La tradizionale ricorrenza viene festeggiata dalla Coldiretti dal 1951 in tutta Italia per rendere grazie per il raccolto dei campi e chiedere la benedizione sulla nuova annata.

L’appuntamento, a cui hanno partecipato centinaia di imprenditori agricoli, autorità civili e militari, è iniziato con il raduno dei mezzi agricoli davanti al sagrato della Basilica per essere benedetti verso le ore 20 al termine della celebrazione della Santa Messa, officiata dal Vescovo di Verona, Monsignor Giuseppe Zenti.

Quest’anno a condizionare fortemente l’annata agraria sono stati i cambiamenti climatici, con l’eccezionalità degli eventi atmosferici che è ormai diventata norma anche a Verona. Siamo di fronte ad un’evidente tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di eventi violenti con sfasamenti stagionali e territoriali, precipitazioni brevi ed intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo.

«I cambiamenti climatici – ha evidenziato Giuseppe Ruffini, direttore di Coldiretti Verona – sono anche la causa dell’invasione di insetti e organismi ‘alieni’, come la cimice asiatica, che ha causato danni a Verona per circa 80 milioni di euro nell’ultimo anno, con gravissimi effetti sul piano ambientale, paesaggistico ed economico. Non dimentichiamo i danni provocati, poi, dal cosiddetto “moscerino killer” (Drosophila suzukii), ancora difficile da sconfiggere e che ha attaccato soprattutto le ciliegie. Inoltre, l’inverno tiepido, le violente precipitazioni di maggio e l’eccessivo innalzamento delle temperature di giugno hanno reso precario l’andamento produttivo dell’olivicoltura regionale e locale, tanto che si stima una produzione tra il -50 e -60%. È evidente che bisogna pensare a un nuovo modello produttivo agricolo e a nuove varietà colturali in grado di adattarsi ai cambiamenti climatici in atto».

Un’altra problematica molto sentita dagli agricoltori è quella della fauna selvatica. Lupi e cinghiali hanno causato in questi anni ingenti danni alle imprese agricole di montagna e di collina, anche se i cinghiali ormai sono arrivati anche alle porte della città. Una vera e propria invasione nei campi coltivati, nei centri abitati e nelle strade dove rappresentano un grave pericolo per cose e persone.

«Siamo orgogliosi che i prodotti agricoli veronesi siano sempre più apprezzati dai consumatori locali e stranieri. L’export di agroalimentare come vino, formaggi, olio, salumi e ortofrutta cresce, raggiungendo 1,5 miliardi di euro circa – ha aggiunto il presidente Salvagno – Il riconoscimento sociale conquistato dall’agricoltura è il frutto del lavoro di generazioni che ha permesso all’Italia e alla nostra provincia di diventare una delle campagne più green d’Europa con un numero elevatissimo di prodotti alimentari tradizionali censiti, specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e vini Doc/Docg. Ma è riconosciuta anche la nostra leadership in Europa con la crescita del numero di aziende agricole biologiche e la capacità di innovazione grazie alla multifunzionalità che ha portato in campagna in pochi anni un nuovo modo di fare agricoltura con la vendita diretta in azienda e nei mercati a km zero, con agriturismi, fattorie didattiche e sociali».