Le sfide climatiche, le difficoltà dei produttori e i cambiamenti che stanno subendo le coltivazioni agricole. Sono solo alcune delle tematiche affrontate dai produttori italiani e internazionali di Altromercato, la più grande organizzazione di commercio equo e solidale in Italia, che si sono raccontati senza timore durante la terza edizione di “Altromercato Campus”, andato in scena oggi al polo Santa Marta dell’Università di Verona, dal titolo Maneggiare con cura. Cambiamento climatico e fair trade realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Economia Aziendale dell’ateneo.

Una giornata di incontri, workshop, degustazioni, mostre e sfilate, in cui è emerso come il fair trade possa essere una leva concreta per contrastare i cambiamenti climatici nel Sud e nel Nord del mondo: «Abbiamo iniziato tanti anni fa per una questione di giustizia», racconta Cristiano Calvi, presidente Altromercato, nel corso della tavola rotonda moderata da Filippo Solibello. «Ci ribolliva il sangue quando ci raccontavano dei coyotes – gli intermediari locali – che insieme alle multinazionali affamavano i produttori di caffè in Messico. Trent’anni dopo, con la stessa logica, affrontiamo la crisi climatica, che colpisce in primis i più vulnerabili».

Fao, Nazioni Unite, Banca Mondiale, sono tutti concordi. I cambiamenti climatici stanno picchiando duro sui piccoli produttori e nei prossimi trent’anni migliaia di loro dovranno abbandonare le loro terre perché non riusciranno più a produrre. Da tempo, infatti, questi subiscono gli effetti del riscaldamento globale e provano a combatterlo adottando diverse tecniche e modelli in alcuni casi replicabili. «A causa degli eventi atmosferici estremi, per i coltivatori di riso, la maggioranza dei nostri membri, alcune parti dei loro campi non sono più utilizzabili mentre per il resto del Paese, la resa è molto bassa», spiega Vitoon Ruenglert Panyakul, agronomo esperto di agricoltura biologica e commercio equo, che fa parte di Green Net, realtà tailandese produttrice di riso Thai, aloe vera, latte di cocco, pioniera dell’agricoltura biologica. «I piccoli contadini marginalizzati sono gli ultimi responsabili dell’emissione dei gas serra, ma quelli che ne pagano il prezzo più alto. Da più di 10 anni, in collaborazione con la nostra organizzazione partner, la Earth Net Foundation, forniamo  loro supporto tecnico e finanziario per migliorare la gestione delle acque e la diversificazione delle colture. Più di cento contadini hanno aderito».

Tra le novità 2019 di Altromercato Campus, la sessione del pomeriggio, di matrice più accademica, ha approfondito i temi del fair trade in una prospettiva scientifica di respiro nazionale, con la partecipazione di docenti e ricercatori anche delle università di Trento, Perugia e Firenze.

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