Cimice asiatica, domani presidio in Prefettura

Una piaga a tutti gli effetti: la cimice asiatica sta prostrando il comparto dell’ortofrutticoltura veronese. L'appello di Confcooperative: «è indispensabile aiutare i produttori con delle risorse ad hoc». Intanto Cia annuncia un presidio domani davanti alla Prefettura. 

«Il flagello cimice asiatica ha portato alla luce in tutta la sua portata il tema dell’impatto strategico dell’agricoltura sul territorio e del suo ruolo nella tutela dell’ambiente». Il presidente di Confcooperative Verona Fausto Bertaiola interviene sull’ultima piaga – in ordine di tempo – che si è abbattuta sul settore ortofrutticolo veronese, comparto in cui Confcooperative “pesa” per un fatturato complessivo che supera i 185 milioni di euro, in virtù della produzione di 2.500 aziende agricole e 38 cooperative associate. «Per l’agricoltura veronese rischia di essere la mazzata finale – afferma Bertaiola – con conseguenze che forse non vengono considerate nella loro reale dimensione.

Intanto domani in contemporanea in Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia si terrà una mobilitazione di Confagricoltura, Cia e Agri Veneto per chiedere più risorse e soluzioni.

A Verona, alle 9.30, il presidente di Confagricoltura Verona, Paolo Ferrarese, di Cia Verona, Andrea Lavagnoli e di Agri Veneto, Renzo Aldegheri, incontreranno il prefetto Donato Giovanni Cafagna. I rappresentanti del mondo agricolo chiederanno di ottenere il risarcimento dei danni causati dal parassita e di arrivare in tempi rapidi ad autorizzare l’utilizzo dell’insetto antagonista, cioè la vespa samurai. «Occorre affrontare l’emergenza stanziando risorse da parte del Governo e intervenendo sulla normativa europea che vieta gli aiuti di stato per le calamità non da quarantena», spiegano i tre esponenti, «come nel caso della cimice asiatica. Poi va sbloccato, al ministero dell’Ambiente, il decreto che consente l’autorizzazione all’importazione, la sperimentazione ed il lancio del suo antagonista naturale».