Cala la domanda di prestiti, ma non nel Nord Est

L'indagine condotta dalla Banca d'Italia analizza la domanda e l'offerta di credito a livello territoriale nella seconda parte del 2018. Coinvolte più di 280 banche.

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Banca d'Italia

Le filiali regionali della Banca d’Italia hanno focalizzato il proprio studio sul dettaglio territoriale, basandosi sull’indagine di ambito europeo Bank Lending Survey. Sono più di 280 le banche che sono andate a comporre il campione di indagine, 104 quelle del Nord Est.

Il dato rilevante è che nel secondo semestre del 2018 la domanda di credito da parte delle imprese si è stabilizzata, dopo quattro anni di crescita. Unica area che vede un aumento delle domande, seppur leggero, è quella del Nord Est. Nelle regioni del Nord Ovest sono rimaste invariate, mentre sono calate al Centro Sud. Calo giustificato dalle minori esigenze espresse da aziende manifatturiere e dei servizi.

La richiesta di credito invece mostra segnali in crescita pressoché in tutte le aree. Le domande sono perlopiù destinate a sostegno del capitale circolante, dato dalla differenza tra le attività correnti (come crediti verso clienti e rimanenze finali) e le passività correnti di stato patrimoniale (tra le quali rientrano i debiti verso fornitori). Si registra un inasprimento delle politiche di erogazione da parte delle banche appartenenti ai maggiori gruppi, soprattutto per quanto riguarda le condizioni applicate ai finanziamenti concessi alle imprese del Nord Est.

Per quanto riguarda le famiglie, aumenta la domanda di mutui per l’acquisto dell’abitazione, soprattutto al nord, mentre cala la domanda di credito al consumo che nella prima parte dell’anno aveva registrato un trend di crescita. L’indagine dimostra, inoltre, che le famiglie preferiscono il mantenimento di fondi sotto forma di depositi, con un aumento della relativa richiesta ancora una volta più marcato al Nord Est.

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