Un anno significativo il 2019 di Amia, segnato in primo luogo da un profondo restyling aziendale. Un’analisi dettagliata dei bilanci passati con successive operazioni di risanamento hanno fatto la differenza: rispetto ai 3 milioni di perdita che erano prospettati per il 2018 il 2019 si chiude con dati positivi.

«L’azione principale – racconta il presidente Amia Bruno Tacchella – è stata quella di rivedere il piano di smaltimento dei rifiuti: su un bilancio di 60 milioni circa 18 andavano spesi per lo smaltimento».

Sulla raccolta differenziata, però, Verona ha ancora molto da lavorare. Dati recenti la collocano 5 punti sotto la media nazionale, tra le ultime città in Veneto. È ai primissimi posti, invece, per il basso costo della Tari.

«Le due cose sono strettamente collegate – spiega Tacchella – . Per Amia fare raccolta differenziata è un costo pesante poiché gli introiti da materiali come plastica, vetro e carta sono diminuiti fortemente. Per dare un servizio migliore servirebbe aumentare la tariffa, contro una mentalità politica e cittadina che punta a voler continuamente risparmiare su questa imposta».

Se la media nazionale ruota attorno ai €300 a famiglia (€230 in Veneto) a Verona la spesa è di circa €193. «In cambio, ipoteticamente, di €10 per famiglia saremo in grado di dare un servizio quasi perfetto con una raccolta differenziata che sta nella media nazionale, se non anche superiore. Ricordiamoci che la raccolta differenziata è l’unico sistema per riciclare correttamente il materiale, creare economia circolare e rispettare l’ambiente portando meno rifiuti possibile in discarica».

Guarda proprio in questa direzione il progetto dei cassonetti ad accesso controllato che partirà fra circa un mese in una zona pilota (una parte di San Michele, una parte di borgo Venezia) coinvolgendo circa 17000 abitanti. Per la prima volta a Verona carta e plastica saranno raccolte porta a porta mentre il secco e l’umido andranno conferiti in cassonetti che si apriranno solo con una tessera o con una app.

«Abbiamo in programma 12 serate informative, a partire dal prossimo 5 febbraio, affinché questo cambiamento non sia vissuto come un disagio. Se il progetto, come speriamo, darà buoni risultati potremmo arrivare ad aumentare la percentuale di raccolta differenziata dal 49% attuale ad un 65-70%» commenta Tacchella.

Informazione e sensibilizzazione saranno dunque al centro del 2020 di Amia, perché l’impegno di un investimento nulla può senza un conseguente cambio di mentalità. «I cittadini devono conferire in maniera adeguata i materiali per la differenziata, abituarsi al riciclo e al riuso anziché conferire indiscriminatamente materiali nelle discariche. Se la comunità è virtuosa – conclude Tacchella – ne giovano anche i prezzi delle tariffe imposte».

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