Presentati questa mattina nella sede dell’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona i dati dello studio multidisciplinare realizzato da un team di esperti e professionisti per il progetto Alti Pascoli della Lessinia.

Un’iniziativa supportata dall’associazione temporanea di scopo omonima, nata lo scorso maggio, finanziata dal GAL Baldo Lessinia e finalizzata all’iscrizione del territorio montano veronese, e in parte anche trentino e vicentino, nel Registro nazionale dei paesaggi storici rurali e delle pratiche tradizionali.

Dopo i saluti istituzionali delle autorità, a prendere la parola sono stati l’architetto Chiara Zanoni e il perito agrario, e coordinatore del progetto, Giuliano Menegazzi, promotori nel 2015 della candidatura della Lessinia presso il Ministero.

La sala gremita in Accademia.

L’ingegner Marco Pietrobon, affiancato dal dottore forestale Sebastiano Lucchi, ha descritto i dettagli dell’analisi di integrità del paesaggio con metodologia VASA, che mette a confronto immagini aeree del 1954 con quelle attuali.

Un altro dottore forestale, Davide Pasut, ha presentato i risultati dell’analisi del patrimonio alpicolturale, in particolare sulla vegetazione pascolativa e sistemi di gestione del territorio montano.

Geremia Gios, professore di Economia Agraria all’Università di Trento si è concentrato sugli aspetti socio-economici del settore alpicolturale, mentre le relazioni tra il patrimonio zootecnico, la fauna selvatica e il paesaggio sono state affidate ai medici veterinari Marcello Volanti e Antonio Scungio.

La prossima e ultima tappa del progetto ora è prevista per il 18 febbraio: gli alti pascoli arriveranno nella sede romana dell’Enit, l’agenzia nazionale del turismo.

Il presidente del GAL Baldo Lessinia Ermanno Anselmi, il presidente dell’Accademia Claudio Carcereri De Prati, Giuliano Menegazzi, Chiara Zanoni e Matteo Scolari, moderatore dell’incontro.