Albergatori Garda, De Beni: «Il 2019 non è andato male»

I dati sul 2019 non sono critici, ma il presidente di Federalberghi Garda Veneto Ivan De Beni registra: «Il potere di spesa degli ospiti è diminuito negli ultimi anni, la classe media è pressoché scomparsa».

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A destra presidente Ivan De Beni, a sinistra direttore Mattia Boschelli

Giovedì 5 dicembre a San Zeno di Montagna si è tenuta l’annuale Assemblea generale dei soci di Federalberghi Garda Veneto. Per Ivan De Beni, eletto a marzo 2019 per il quadriennio 2019/2022, si è trattato della prima assemblea in veste di presidente. Prima Assemblea anche per Mattia Boschelli, direttore di Federalberghi Garda Veneto da agosto 2019.

Nell’Aula Magna della Scuola secondaria di primo grado “San Zeno di Montagna” sono stati affrontati i temi e le problematiche che hanno interessato la categoria durante il 2019 e esposti i nuovi programmi e gli obiettivi per il futuro. È stato inoltre rimarcato l’impegno dell’associazione per contribuire allo sviluppo del settore, del territorio e per dare voce alla categoria.

Alla Convention ha partecipato anche il presidente di Confcommercio Verona, Paolo Arena, sottolineando l’importanza del recente protocollo di intesa siglato tra le due associazioni di categoria.

«Ringrazio il presidente Ivan De Beni e il Consiglio direttivo di Federalberghi Garda Veneto – ha detto Paolo Arena – perché con questa rinnovata collaborazione passiamo da un concetto di gruppo a un concetto di squadra, con l’obiettivo di offrire maggiori opportunità a questo territorio».

Arena ha poi accennato all’importante traguardo raggiunto il giorno precedente: 700.000 euro di investimenti per la Dmo del lago di Garda che «permetterà di ripartire al più presto con la promozione del territorio».

A questo proposito ha auspicato che in futuro venga modificata la legge regionale sul turismo e che questa preveda la possibilità di stanziare fondi per la promozione che permettano di presentarsi allo stesso livello dei competitor.

In apertura del suo intervento, De Beni ha analizzato la stagione turistica da poco terminata esprimendosi in maniera tutto sommato positiva: «La stagione 2019 non è andata male, sfatiamo lo stereotipo che gli albergatori si lamentano sempre, a prescindere. Certo l’inizio è stato preoccupante a causa delle avverse condizioni meteo ma la situazione è andata via via migliorando nei mesi successivi, permettendo un certo recupero».

«L’Ufficio statistiche della Regione Veneto ha reso recentemente pubblici i dati fino a fine luglio e questi testimoniano che, pur non prendendo in considerazione agosto, settembre e ottobre, rispetto alla stagione precedente, il 2019 ha registrato un leggero segno negativo ma sicuramente inferiore ai pronostici di inizio stagione. Questi dati ci confortano e ci fanno ben sperare per il futuro anche perché un dato negativo era comunque prevedibile se paragonato ad una stagione, quella del 2018, fortemente positiva perché avvantaggiata dalla situazione di insicurezza dei paesi del Mediterraneo».

«È doveroso però fare una riflessione: se parliamo di occupazione di stanze la percentuale negativa rispetto alla scorsa stagione è abbastanza bassa ma se la visione viene ampliata e si prende in considerazione anche il fatturato, la negatività aumenta perché, come accennato, per vendere le stanze molti albergatori sono stati costretti ad abbassare i prezzi o a proporre offerte last minute. Si è notato infatti che il potere di spesa degli ospiti è diminuito negli ultimi anni, la classe media è pressoché scomparsa, ed è sempre più profondo il gap tra chi può spendere e chi invece deve fare bene i propri conti e a volte rinunciare alla vacanza in hotel. Basti pensare che le camere più belle, quindi più costose, si vendono con maggiore facilità».

«A questo proposito è chiaro che la riqualificazione è fondamentale per il nostro comparto e pertanto auspichiamo che la nuova legge di bilancio torni a finanziare il tax credit, uno strumento importante per dare maggiori opportunità agli albergatori di svolgere interventi di ristrutturazione o di ammodernamento delle proprie strutture ricettive e quindi migliorare l’offerta e renderla più competitiva».

«Fondamentale, inoltre, un impegno da parte di tutti per un allungamento della stagione turistica sul Lago di Garda, le condizioni favorevoli ci sono. L’auspicio è quello della creazione di eventi di un certo livello a inizio e fine stagione, eventi culturali, da fare anche al chiuso, (tantissimi nostri alberghi hanno sale meeting attrezzate), abbinati ad escursioni e al settore enogastronomico che, soprattutto a fine stagione ha tante possibilità di espressione. Suscita sempre un grande interesse, specialmente in primavera e autunno, anche il bike/trekking, settore che andrebbe valorizzato e sviluppato, offrendo pacchetti, con itinerari e programmi legati alla degustazione di vino e prodotti del territorio».

«Bisognerebbe investire quindi nella primavera e nell’autunno per portare ospiti sul lago indipendentemente dal tempo atmosferico. Il nostro fatturato non deve più essere in balia del meteo».

È stata, a questo punto, sottolineata l’importanza della Dmo del Lago di Garda in merito alla ripresa di una incisiva promozione turistica che dovrebbe essere in programmazione a breve grazie al bando indetto dalla Camera di Commercio di Verona.

«Si tratta di un importante traguardo – ha affermato De Beni – a dimostrazione della concreta volontà di fare rete sul territorio, per promuovere la destinazione turistica Lago di Garda, unendo capacità e risorse per operare all’unisono con obiettivi comuni. Comunicare e promuovere efficacemente il Lago di Garda Veneto significa identificare gli obiettivi della promozione che sostanzialmente sono: aumento della notorietà della destinazione, sia a livello nazionale che internazionale e il miglioramento dell’immagine della destinazione per turisti e residenti».

Il presidente De Beni ha dedicato ampio spazio, nel suo intervento, al tema della lotta all’abusivismo che ha visto l’Associazione in prima linea durante il 2019.

«L’abusivismo ricettivo è un fenomeno in continua espansione e sta coinvolgendo in ugual misura il lago e la città di Verona. L’autorizzazione ad accogliere turisti in contesti atipici come le case private o le aziende agricole, era in origine motivata con l’esigenza di integrare il reddito di soggetti economicamente deboli, che avrebbero dovuto poter svolgere le relative attività in via occasionale e comunque accessoria rispetto all’attività principale. Grazie alla sostanziale assenza di controlli, il fenomeno è proliferato in modo indiscriminato, allontanandosi dall’originario principio ispiratore e dando luogo a fenomeni di concorrenza sleale che danneggiano tanto le imprese turistiche tradizionali quanto coloro che gestiscono in modo corretto le nuove forme di accoglienza. Le conseguenze sono: concorrenza sleale, evasione fiscale, spopolamento dei centri storici, mancanza di rispetto delle regole di sicurezza e igienico sanitarie e il sommerso sul lavoro».

Per trovare soluzioni e discutere sulle misure da adottare per mettere un freno a questo problema, Federalberghi Garda Veneto e Confcommercio Verona il 21 ottobre scorso hanno organizzato un incontro dal titolo “Abusivismo nel settore ricettivo, dimensioni e soluzioni”, che si è tenuto a Peschiera del Garda. A questo proposito il presidente De Beni ha fatto una anticipazione: «L’impegno della nostra associazione nei confronti di questa problematica non si fermerà al convegno di Peschiera: abbiamo già programmato per l’inizio del 2020 un incontro operativo con il Comandante Luigi Altamura e le Polizie municipali del lago per definire una linea operativa coordinata e come tale più incisiva».

Ospite del pomeriggio di lavori è stato il professor Francesco Morace. Sociologo e saggista, che da più di 30 anni compie studi innovativi di ricerca sociale e di mercato, è intervenuto sul tema: “Quale futuro per il turismo: tendenze sociali e di mercato”.

Nel suo intervento Morace ha parlato di cambiamento d’epoca e della necessità per il mondo del turismo di considerare i “nuovi paradigmi” dell’accoglienza: la qualità del tempo e dello spazio, la dimensione esperenziale del viaggio, la cura e il rispetto dell’ambiente, la relazione tra locale e globale, la centralità del viaggi in comune.

Al termine dei lavori ci si è trasferiti all’Hotel Laguna di San Zeno di Montagna per la tradizionale cena di gala a cui, oltre ai soci, hanno partecipato anche esponenti delle amministrazioni pubbliche e degli enti locali territoriali.

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