Senatore D’Arienzo, il nuovo decreto a sostegno di lavoratori e PMI

Il senatore Vincenzo d’Arienzo, nel corso del dibattito “SOS ristoranti e ristoratori. Quali proposte, oltre le proteste?”, organizzato da Verona Network, anticipa gli aspetti fondamentali di un nuovo decreto, in fase di approvazione, a sostegno di imprese e lavoratori. Presenti anche Luca Gambaretto, titolare del Gruppo Ristorazione “Do It Better”, e Leopoldo Ramponi, Presidente dell'Associazione Ristoratori Confcommercio Verona.

“Abbiamo già messo in campo – inizia D’Arienzo – due decreti, il Decreto Cura Italia, ovvero il famoso bonus da 600 euro, e il Decreto Liquidità.

Per il Decreto Cura Italia, l’indennità per il lavoro autonomo (i famosi 600 euro), che finora è stata ricevuta da circa 4 milioni di persone, sarà rinnovata e incrementata a 800 euro, per un’ulteriore mensilità (aprile) in modo pieno e per maggio per alcuni settori. Avendo già i dati a disposizione, l’obiettivo è che arrivi entro 24 ore.

Ci sarà il reddito di emergenza, un nuovo strumento temporaneo in favore dei nuclei familiari che non hanno reddito, pensioni o sussidi pubblici e oggi si trovano in difficoltà economiche.

Prorogheremo per due mesi la Naspi a favore di coloro che hanno il sussidio di disoccupazione in scadenza e un indennizzo a favore di colf e badanti che, a causa dell’emergenza, non hanno potuto lavorare in questo periodo.

Entro questa settimana ci sarà un altro decreto molto consistente, che va a risolvere molte delle questioni che riguardano lavoratori e PMI. Un provvedimento per sorreggerne la crescita con una politica espansiva, sia quest’anno che l’anno prossimo”.

“L’intenzione – afferma il senatore D’Arienzo – è di non lasciare indietro nessuno. Ci rendiamo conto che nel momento in cui è lo Stato ad aver ordinato le chiusure, tutti i costi relativi al periodo nel quale si è avuta questa chiusura non possono essere supportati dalle attività economiche, grandi o piccole che siano.

Per questo, ad esempio con riguardo ai canoni di locazione, per tre mesi ci sarà il ristoro completo degli affitti e degli oneri fissi delle bollette, come pure con riguardo alla perdita di fatturato ci sarà un ristoro a fondo perduto.

Con i calcoli fatti ad oggi, con modelli matematici, dovrebbero essere risorse ben superiori a quelli di altri Paesi dell’Unione Europea.

Sempre nel prossimo decreto, ci occuperemo di investimenti a fondo perduto per le capitalizzazioni, soprattutto sul versante dell’innovazione tecnologica ma anche per ristorare le perdite di fatturato.

Per emanare questo decreto, abbiamo atteso le decisioni dell’Unione Europea, che in queste ore ha definito la parte della normativa relativa agli aiuti di Stato. Se non ci fosse stata questa decisione, non avremmo potuto fare alcune delle scelte che stiamo per fare, in particolare quelle dei ristori a fondo perduto delle imprese, piccole o grandi, soprattutto per quelle più piccole della ristorazione e della ricezione in generale.

Ristoreremo gran parte dei mancati ricavi e delle spese che devono essere sostenute nel periodo del blocco ma sosterremo economicamente anche le scelte che saranno imposte per il distanziamento sociale.

Ad esempio, i ristoratori potranno avere meno tavoli all’interno del ristorante ma più tavoli all’esterno: è in corso un ragionamento con i Comuni per allargare gli spazi di suolo pubblico destinati ai tavoli e, per gli incrementi di tali spazi, stiamo studiando di eliminare la tassa sul suolo pubblico (TOSAP) e di sostenere le spese per creare i nuovi spazi a disposizione (nuovi plateatici).

Verrà inoltre incrementato lo stanziamento per il credito d’imposta concesso alle imprese che procedono alla sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro e che acquistano dispositivi necessari a tutelare la salute dei lavoratori.

Sul fronte fiscale saranno rinnovate le sospensioni, semplificazioni e agevolazioni già disposte finora. Per contenere l’impatto sugli operatori economici, in particolare di piccole dimensioni, saranno inoltre rinviati alcuni adempimenti, come quelli amministrativi in materia di accisa e quelli attualmente previsti per l’installazione dei dispositivi necessari alla trasmissione telematica dei corrispettivi e, dunque, anche il rinvio degli scontrini elettronici.

Per gli indici di affidabilità fiscale, saranno individuate nuove e specifiche cause di esclusione per l’applicazione e verranno anche riparametrati per tener conto degli effetti di natura straordinaria correlati all’emergenza sanitaria.

Istituiremo un fondo di solidarietà per micro e Pmi da 8 miliardi per indennizzare le perdite delle imprese (con possibilità di una quota a fondo perduto) e un fondo per le ricapitalizzazioni da 5 miliardi (investimenti e innovazione), oltre a misure per gli affitti (ristoro integrale per tre mesi per il calo dei fatturati) e sulle bollette (eliminazione degli oneri di sistema), che terrà conto sia della loro dimensione che dell’impatto avuto dalla crisi.

A Regioni, Province, città metropolitane ed enti del Servizio Sanitario Nazionale saranno assegnati 12 miliardi di anticipazioni di liquidità per pagare i debiti della pubblica amministrazione.

Infine, oltre alla sterilizzazione della plastic tax e sugar tax, l’Iva sulle mascherine e sui dispositivi di produzione individuale verrà azzerata nel 2020 e dal 1 gennaio 2021 l’aliquota “sarà al 5 per cento.

Con un altro decreto, verso la metà di maggio, provvederemo alla velocizzazione delle opere pubbliche attraverso un corposo processo di sburocratizzazione.

Ci stiamo interrogando per supportare economicamente tutto ciò che è relativo alle scelte di blocco o di riapertura con distanziamento sociale: tutto quello che è stato deciso per il blocco sarà sostenuto dallo Stato perché l’impresa in questo non ha nessuna responsabilità.

Una cosa va detta con chiarezza: il sostegno che stiamo fornendo ai lavoratori e alle imprese è fondamentale e sarà erogato finché ce ne sarà bisogno”.

Alcuni dati numerici

La somma dei denari investiti finora, attraverso i due decreti Cura Italia e Liquidità e con questo nuovo decreto che arriverà a breve, ammonterà a circa 180 miliardi di euro, di cui 75 in nuovo indebitamento.

“Abbiamo la possibilità, – afferma ancora D’Arienzo – con soldi che saranno svincolati dal patto di stabilità, di fare alcune operazioni per quanto riguarda la capitalizzazione delle imprese, ma soprattutto per fare in modo che per il futuro queste imprese possano essere ancora più solide dal punto di vista economico

Dal 1° giugno l’Europa mette a disposizione 100 miliardi di euro, per pagare la cassa integrazione, che verrà prorogata a 18 settimane, fino ad ottobre. Se necessario, potremo emetterne ancora: non tutte le attività apriranno allo stesso modo e non tutti i lavoratori rientreranno. La scelta politica del Governo è di prolungare la cassa integrazione finché ce ne sarà bisogno.

200 miliardi dalla Banca Europea degli Investimenti (BEI) e 240 miliardi dal Fondo Salva Stati: questa la proposta che martedì 5 maggio la Commissione Europea porta al Consiglio Europeo, per sostenere la spesa sanitaria, la più rilevante che abbiamo affrontato.

Con il Recovery Fund saranno disponibili 1000 miliardi di euro: l’attivazione dovrebbe essere prevista per la fine dell’anno, stiamo invece chiedendo che venga attivato entro l’estate e speriamo che l’attivazione avvenga quanto prima. Ogni Paese colpito dall’emergenza potrà attingere a 350 miliardi di euro a fondo perduto.

Inoltre, nel prossimo bilancio dell’Unione Europea 2021/2027, si parla di altri 1100 miliardi di euro a disposizione dei Paesi. Le risorse economiche ci sono – conclude il senatore D’Arienzo – si tratta di capire dove indirizzarle e come utilizzarle per fare in modo che gli imprenditori possano ricostruire le loro attività”.