Innalzamento livello del mare: campi bruciati dal sale

Secondo lo studio diffuso dall’Ingv, il livello del Mediterraneo crescerà di 20 centimetri entro il 2050 con punte di 82 centimetri nella zona della laguna di Venezia. 

campi bruciati dal sale

Con l’innalzamento dei livelli del mare l’acqua salata penetra nell’entroterra e brucia le coltivazioni nei campi e costringe all’abbandono l’attività agricola. È quanto afferma la Coldiretti nel commentare lo studio diffuso dall’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) sul futuro del Mediterraneo il cui livello crescerà di 20 centimetri entro il 2050 con punte di 82 centimetri nella zona della laguna di Venezia.

Uno scenario – sottolinea Coldiretti – più che preoccupante per l’economia agricola di buona parte d’Italia compresa la valle del Po dove si concentra il 35 per cento della produzione agricola nazionale, fra pomodoro da salsa, frutta, verdura e grano, oltre ad allevamenti da latte e produzione di formaggi. La risalita del cuneo salino, ossia l’infiltrazione di acqua salata lungo i corsi dei fiumi, rende inutilizzabili le risorse idriche e gli stessi terreni agricoli.

Una situazione che aggrava le perdite provocate dai cambiamenti climatici all’agricoltura italiana pari a 14 miliardi di euro negli ultimi dieci anni per i danni provocati alle coltivazioni e alle strutture dagli eventi estremi causati dalla tendenza alla tropicalizzazione. Una tendenza – sottolinea la Coldiretti – confermata da una estate che sale fino ad ora in Italia sul podio delle più bollenti dal 1800, piazzandosi al terzo posto per effetto di un mese di luglio con 2 gradi in più rispetto alla media storica mentre giugno aveva fatto registrare una temperatura superiore di 3,3 gradi rispetto alla media.

L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici, ma è anche il settore più impegnato per contrastarli – sottolinea la Coldiretti – si tratta di una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla climatologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio. Servono interventi strutturali di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque, campagne di informazione ed educazione sull’uso corretto dell’acqua, un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca e innovazione per lo sviluppo di coltivazioni a basso fabbisogno idrico.