Coldiretti, Prandini: «No a etichetta semaforo»

Il presidente della Coldiretti Ettore Prandini ha espresso apprezzamento per l’intervento del Ministro della Salute, Roberto Speranza che ha espresso perplessità sul sistema dell'etichettatura degli alimenti alla nuova Commissaria alla Salute Stella Kyriakides.

nutriscore nestlè coldiretti

«L’etichetta nutrizionale a semaforo e il nutriscore sugli alimenti, che rischia di affermarsi nell’Unione Europea sotto la spinta delle multinazionali, boccia ingiustamente quasi l’85% in valore del Made in Italy a denominazione di origine (Dop) che la stessa Unione Europea dovrebbe invece tutelare e valorizzare». È quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nell’esprimere apprezzamento per l’intervento del Ministro della Salute, Roberto Speranza che ha espresso perplessità e preoccupazioni italiane sul sistema dell’etichettatura dei prodotti alimentari alla nuova Commissaria alla Salute Stella Kyriakides.

«Il sistema di etichettatura a semaforo è fuorviante, discriminatorio ed incompleto e – sottolinea Prandini – finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta. Si rischia di promuovere cibi spazzatura con edulcoranti al posto dello zucchero e di sfavorire elisir di lunga vita come l’olio extravergine di oliva considerato il simbolo della dieta mediterranea, ma anche specialità come il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano ed il prosciutto di Parma le cui semplici ricette non possono essere certo modificate».

«È inaccettabile spacciare per tutela del consumatore un sistema che cerca invece di influenzarlo nei suoi comportamenti orientandolo a preferire prodotti di minore qualità anche perché – continua Prandini – l’equilibrio nutrizionale va ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera e non certo sullo specifico prodotto. Occorre lavorare – conclude il presidente di Coldiretti – affinchè si introduca un sistema diverso “a batteria” che tenga conto dell’insieme della dieta alimentare e non si focalizzi sul singolo prodotto».