Dl Rilancio, Prandini: «Non risolve la mancanza dei braccianti»

Secondo il presidente di Coldiretti «la regolarizzazione dei migranti decisa dal governo non risolverà il problema della mancanza di 200mila braccianti a causa del coronavirus, con gli stagionali stranieri rientrati nei Paesi di origine che non possono tornare in Italia».

Ettore Prandini presidente Coldiretti riso dalla cambogia
Ettore Prandini, presidente Coldiretti

«Secondo il nostro Centro studi, solo 2 mila delle persone che potranno essere regolarizzate hanno lavorato nei campi. E lo potranno fare per la fine della vendemmia, non prima di metà settembre». È quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nell’intervista rilasciata a Michelangelo Borrillo del Corriere della Sera.

Per il presidente «la regolarizzazione dei migranti decisa dal governo non risolverà il problema della mancanza di 200mila braccianti a causa del coronavirus, con gli stagionali stranieri rientrati nei Paesi di origine che non possono tornare in Italia. Oggi, di definito, non c’è nulla. C’è stato il Consiglio dei ministri, ma adesso il decreto dovrà essere votato dalle Camere, convertito, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Poi aspetteremo la modulistica. E lasceremo il 40% del raccolto nei campi, per mancanza di braccianti».

Ma i percettori di ammortizzatori sociali e di Reddito di cittadinanza adesso potranno lavorare nei campi chiede il giornalista: «Ma anche in questo caso la politica resta distante dai tempi delle imprese: l’idea è buona, ma mancalo strumento. Per questo noi insistiamo, oltre che sui corridoi verdi dai Paesi dell’Est, sui voucher» afferma Prandini che precisa «i voucher sono l’unico strumento agile utile in questo momento e comunque il 25% viene versato in contributi».