Decreto Sostegni, Iraci Sareri: «Risorse insufficienti»

Il presidente di Confartigianato Imprese Verona Roberto Iraci Sareri commenta il Decreto Sostegni annunciato venerdì sera dal Governo: «I ristori non possono essere l’unica risposta: servono decontribuzioni, detassazioni e un taglio del costo del lavoro».

Presidente Roberto Iraci Sareri - Confartigianato Imprese Verona
Roberto Iraci Sareri, presidente di Confartigianato Imprese Verona

«Sui ristori alle imprese apprezziamo il metodo applicato dal Governo con il superamento del criterio dei codici Ateco, aspetto che Confartigianato ha criticato e chiesto di modificare fin da subito, inoltre, è stata dimostrata un po’ più di attenzione alle piccole imprese, con la rimodulazione dell’intensità dei contributi e, sulla carta, la rapidità dell’erogazione. Tuttavia va incrementata la quantità di risorse da destinare agli imprenditori, in particolare per i settori più colpiti, dalla moda al legno-arredo fino alla filiera del turismo». Questo il commento espresso dal Presidente di Confartigianato Imprese Verona, Roberto Iraci Sareri, sul Decreto Sostegni annunciato nella serata di venerdì 19 marzo dal Governo.

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«Le risorse stanziate nel Decreto Legge Sostegni, anche a fronte delle nuove misure restrittive anti Covid – aggiunge Iraci Sareri – non sono sufficienti a indennizzare in maniera adeguata le imprese per le ingenti perdite subite a causa della crisi. Confidiamo che con il prossimo scostamento di bilancio annunciato dal Presidente del Consiglio Draghi si possano soddisfare le aspettative delle imprese. Apprezziamo l’impegno del Governo per intensificare la campagna vaccinale, condizione fondamentale per consentire anche la ripresa dell’economia».

«Ma al di là dei sostegni – conclude il Presidente di Confartigianato Imprese Verona – vanno pensate altre strade per il presente e per il futuro, come decontribuzioni, detassazioni, taglio del costo del lavoro e altre soluzioni fiscali che non siano solo ed esclusivamente indennizzi insufficienti. Quando si comunicano cifre come decine di miliardi di euro di “ristori”, messi insieme, si fa un’operazione di comunicazione certamente efficace, ma poi, la realtà, è che al singolo imprenditore arriva – quando accade – una “mancetta” totalmente inadeguata a risarcirlo di un anno, oppure mesi e mesi di perdite vere, certe e certificate. Con i cosiddetti “ristori” e con bonus a pioggia, su qualsiasi cosa, è stato aumentato in maniera preoccupante il debito pubblico, e prima o poi, per tamponare quell’emorragia, temiamo che i soldi ci verranno richiesti indietro, in un modo o nell’altro».

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