Decreto sostegni. De Beni: «Da parte del governo non la percezione del problema»

E' deluso e amareggiato il presidente di Federalberghi Garda Veneto Ivan De Beni, il quale commenta con rammarico l'intervento ritenuto insufficiente da parte del governo nei confronti del comparto.

Federalberghi Garda Veneto albergatori de beni
A destra presidente Ivan De Beni, a sinistra direttore Mattia Boschelli (Foto d'archivio)

«Per l’ennesima volta ci sentiamo presi in giro – questo l’amaro sfogo del presidente di Federalberghi Garda Veneto Ivan De Beni che commenta l’ultimo provvedimento del governo definito “Decreto sostegni”. – Siamo ancora una volta di fronte ad un decreto che dimostra la mancanza di volontà ad aiutare il settore turismo. Sono stati comunicati aiuti globali con numeri da capogiro che in qualche modo ci avevano illuso, ma purtroppo alla luce dei fatti, entrando nel particolare e calcolando percentuali, scaglioni e quant’altro ci si rende conto che effettivamente quello che è stato destinato al settore turismo e alla singola azienda sono solo briciole».

Ivan De Beni, presidente di Federalberghi Garda Veneto.
Ivan De Beni, presidente di Federalberghi Garda Veneto.

«Siamo delusi e molto amareggiati. – prosegue De Beni – Mattarella aveva parlato di un cambio di passo che in realtà non c’è stato, almeno per il nostro settore, e lo stesso premier Draghi nella sua ultima conferenza stampa aveva affermato che il turismo è stato il settore più colpito e che vale la pena continuare a sostenerlo. Con grande rammarico possiamo affermare che le risorse restano palesemente insufficienti e non riusciranno a ridare respiro e fiducia ad un settore tanto provato e tanto importante nel quadro economico nazionale».

«Abbiamo assistito ad un susseguirsi di governi che hanno messo in piedi delle manovre insufficienti che non ci aiuteranno a sopravvivere. – conclude il presidente di Federalberghi Garda Veneto – Ci stiamo preparando ad una stagione che si prospetta ancora più difficile di quella precedente e la gravità della situazione sarà percepita soprattutto il prossimo autunno quando alla fine della seconda stagione pesantemente compromessa, parecchie nostre aziende si troveranno in grave difficoltà e nelle condizioni di valutare una chiusura o una vendita o svendita dell’attività. Questa prospettiva ci preoccupa molto e ci rattrista constatare che da parte del governo non c’è invece la concreta percezione del problema e della della crisi in cui riversano e riverseranno molte aziende turistiche e con esse tutta la forza lavoro».

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