Decreto Ristori, cosa prevede

Il Consiglio dei Ministri del 27 ottobre ha approvato il "Decreto Ristori", in vigore da giovedì 29, che introduce ulteriori misure urgenti per la tutela della salute e per il sostegno ai lavoratori e ai settori produttivi. «Abbiamo stanziato 2,4 miliardi di euro a fondo perduto. In pochissime ore abbiamo ottenuto una misura rapida ed efficace che riguarda 460mila attività produttive», ha dichiarato il Ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli.

Conte, blocco licenziamenti prolungato a fine marzo

È entrato in vigore dallo scorso giovedì il “Decreto Ristori”, approvato dal Consiglio dei Ministri il 27 ottobre. Il decreto prevede nuove misure urgenti per contenere la crisi economica scaturita dall’emergenza sanitaria e mira alla tutela della salute e al sostegno ai lavoratori e ai settori produttivi, nonché prevede norme in materia di giustizia e sicurezza connesse all’epidemia. Il provvedimento si rivolge soprattutto alle attività coinvolte dalle disposizioni previste dal Dpcm del 25 ottobre.

«È un decreto che vale complessivamente oltre cinque miliardi di euro che saranno utilizzati per dare risorse immediate a beneficio delle categorie degli operatori economici e dei lavoratori che sono direttamente o indirettamente interessati dalle misure restrittive di questo ultimo Dpcm -, ha detto il Presidente Conte durante la conferenza stampa con i Ministri Gualtieri e Patuanelli -. Parlo quindi di ristoranti, bar, pizzerie, pasticcerie, gelaterie, ma anche teatri, cinema, palestre e piscine, solo per citarne alcuni». 

Il provvedimento interviene con uno stanziamento di risorse pari a 5,4 miliardi di euro in termini di indebitamento netto e 6,2 miliardi in termini di saldo da finanziare, destinati sia al ristoro delle attività economiche interessate che al supporto dei loro lavoratori.

Cosa prevede il Decreto

  • Indennizzi a fondo perduto con bonifici diretti sul conto corrente, dal 100% al 200% di quanto già erogato nel mese di aprile con il “Decreto Rilancio”. Per alcuni settori specifici, quali ad esempio discoteche e sale ballo, si arriva al 400%.
  • Credito d’imposta cedibile al 60% per gli affitti commerciali dei tre mesi di ottobre, novembre e dicembre;
  • Cancellazione della rata IMU di dicembre per i proprietari e i gestori;
  • Sospensione del versamento dei contributi previdenziali in favore dei settori oggetto di restrizioni;
  • Ulteriori sei settimane di Cassa integrazione, da usufruire tra il 16 novembre 2020 e il 31 gennaio 2021, per cui sono a disposizione 1,6 miliardi complessivi, che si accompagnano al blocco dei licenziamenti;
  • Sostegni ai lavoratori stagionali e ai settori del turismo, dell’agricoltura e dello sport;
  • 400 milioni di euro per il sostegno all’export e alle fiere internazionali.

«Con il Decreto Ristori abbiamo stanziato 2,4 miliardi a fondo perduto. In pochissime ore e con un confronto serrato e costante con le associazioni di categoria più coinvolte in questa delicatissima fase, abbiamo ottenuto una misura rapida ed efficace che riguarda 460mila attività produttive», ha dichiarato il Ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli.

Alcuni esempi

I bar riceveranno un ristoro del 150%; la medesima percentuale per gelaterie e pasticcerie. La ristorazione riceverà un ristoro maggiore, pari al 200%, come palestre e cinema. I taxi arriveranno a 100%. Lo scenario migliore, tuttavia, si prospetta per le discoteche e sale da ballo, con un ristoro pari a 400%. Ciò implica che una discoteca con ricavi inferiori a 400mila euro che ha ricevuto precedentemente un contributo medio pari a 2mila e 898 euro, con il Decreto vedrà arrivare aiuti finanziari dal valore medio di 11mila e 592 euro.

Leggi il Decreto completo

Leggi anche: Dpcm, taxi e Ncc dimenticati: 6 novembre iniziative

Leggi anche: Iraci Sareri: «Prezzo del Ristori altissimo per gli artigiani»