Decreto Ristori 2, Iraci Sareri: «Bene ma ci sono ancora problemi»

Il presidente di Confartigianato Imprese Verona Roberto Iraci Sareri commenta la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Ristori 2: «Inclusi nei nuovi interventi settori di artigianato e piccole imprese, ma ci sono ancora molte complessità: i destinatari dovrebbero essere tutti i titolari di partita Iva; il calo di fatturato da determinare in relazione ai mesi interessati dai nuovi provvedimenti restrittivi e l’ammissione al contributo solo in presenza di un calo significativo di fatturato».

Roberto Iraci Sareri

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è in vigore il cosiddetto Decreto Ristori 2 che, dopo l’analogo decreto del 28 ottobre, prevede ulteriori misure di sostegno alle imprese la cui attività ha subito una sospensione totale o parziale per effetto delle disposizioni del Dpcm del 3 novembre scorso.

«Confartigianato è riuscita a correggere in parte quanto previsto dal primo Decreto Ristori – spiega Roberto Iraci Sareri, Presidente di Confartigianato Imprese Verona – e ad includere nei nuovi interventi settori in cui operano artigiani e piccole imprese e di cui la Confederazione aveva lamentato l’ingiustificata esclusione. Come avevamo denunciato: con la prima stesura del Decreto Ristori, in provincia di Verona avrebbero potuto accedere agli interventi di sostegno solamente 541 imprese artigiane. Ora, con le modifiche da noi richieste, la platea si è allargata di ulteriori 645 attività, per un totale di 1.186 aziende. Questo significa che rispetto ai 1.541 addetti coinvolti dal Ristori 1, con il secondo Decreto siamo arrivati a 3.589 lavoratori. È il caso, ad esempio, della categoria della ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto, che ricomprende tra l’altro le attività di rosticceriefriggitoriepizzerie al taglio e altro. Altrettanto penalizzate altre attività che subivano un danno indiretto a causa dell’interruzione delle forniture provocato dalle restrizioni orarie previste dal Dpcm del 24 ottobre scorso».

«Nei provvedimenti c’è ancora qualcosa che non funziona – continua Iraci Sareri –: nonostante le correzioni ottenute, permangono numerose complessità che rendono difficile districarsi nel ginepraio di disposizioni. Per questo Confartigianato ribadisce la necessità di superare la logica dei singoli interventi legati a specifiche attività individuate da codici ATECO per introdurre, con un prossimo provvedimento legislativo nella legge di Bilancio, un nuovo contributo a fondo perduto sulla falsariga di quanto previsto dal Decreto Rilancio».

Tre i criteri, secondo Confartigianato, sui quali il nuovo contributo dovrebbe basarsi: i destinatari dovrebbero essere tutti i titolari di partita Iva tenendo conto di quanto già corrisposto con i decreti “Ristori 1” e “Ristori 2”; il calo di fatturato da determinare in relazione ai mesi interessati dai nuovi provvedimenti restrittivi (non più solo aprile 2020); l’ammissione al contributo solo in presenza di un calo significativo di fatturato rispetto al corrispondente periodo del precedente periodo d’imposta.

Decreto Ristori 2: cosa prevede

Tra le novità che recepiscono le sollecitazioni di Confartigianato, il Dl Ristori 2 introduce venti nuove categorie che possono beneficiare dei contributi a fondo perduto già previsti dal Decreto Ristori 1. Tra queste, i settori che interessano gli artigiani e le piccole imprese sono: la ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asportoaltre attività di trasporti terrestri passeggeriil trasporto di passeggeri per vie d’acqua inclusi i trasporti lagunarialtre attività di trasporti terrestri (ad esempio le centrali radiotaxi), i fotoreporter e altre attività di riprese fotografichecorsi di danza, le lavanderie industrialiattività di guide alpine, la fabbricazione di articoli esplosivi, il commercio al dettaglio di bomboniere, la gestione di stazioni per autobus.

Per le gelaterie e le pasticcerie, i bar e altri esercizi simili senza cucina e alberghi con domicilio fiscale o sede operativa nelle aree rosse o arancioni indicate nel Dpcm del 3 novembre scorso, la quota percentuale del contributo è aumentata del 50% e arriva al 200%.

Un nuovo contributo a fondo perduto viene riconosciuto, per l’anno 2021, alle imprese con sede operativa nei centri commerciali, e si prevede l’estensione agli operatori delle produzioni industriali del comparto alimentare e delle bevande interessati dalle misure restrittive del Dpcm 3 novembre 2020, nel limite di spesa di 280 milioni di euro. Si riconosce così, anche se parzialmente, un ristoro del danno indiretto agli operatori di filiera.

Il Decreto Ristori 2 prevede anche un nuovo contributo a fondo perduto per gli operatori con partita Iva attiva al 25 ottobre 2020 e con domicilio fiscale o sede operativa nelle zone “rosse” indicate dal Dpcm del 3 novembre. Tra queste attività, rientrano gli istituti di bellezza, i servizi di manicure e pedicure, quelli di cura degli animali, le attività di tatuaggio e piercing e altri servizi per la persona.

Tra le altre misure di sostegno alle imprese, il credito d’imposta per i canoni di locazione per i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2020 destinato alle imprese che operano nelle ‘zone rosse’, comprese agenzie di viaggio tour operator. Inoltre la cancellazione della seconda rata dell’IMU da versare entro il 16 dicembre 2020 viene estesa ad ulteriori attività e applicata alle imprese ubicate nei comuni delle zone rosse del territorio nazionale. In materia previdenziale, il Decreto Ristori 2 estende l’esonero dal versamento dei contributi del mese di novembre 2020 anche ai datori di lavoro privati appartenenti ai settori individuati nella Tabella recante i Codici Ateco di cui all’Allegato 1. Sospeso anche il versamento dei contributi sia previdenziali sia assistenziali dovuti nel mese di novembre 2020 per i datori di lavoro privati delle aree caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto, come individuate con ordinanze del Ministro della Salute. In tema di integrazione salariale, sono prorogati al 15 novembre 2020 i termini per l’invio delle domande di accesso ai trattamenti collegati all’emergenza Covid-19 e di trasmissione dei dati necessari per il pagamento o saldo degli stessi. Peraltro, i trattamenti di Cassa integrazione ordinaria, Assegno ordinario e Cassa integrazione in deroga, previsti dall’art. 12 del precedente Decreto Ristori, sono riconosciuti anche in favore dei lavoratori in forza alla data di entrata in vigore del Decreto Ristori bis.