“Dal Campe”, 120 anni di storia (e di passione) in Lessinia

Era il 4 novembre del 1902 quando Leonello, nonno di Giacomo Campedelli, attuale titolare, aprì un’attività per la vendita di vino e liquori in centro paese. Negli anni il bar paninoteca è diventato un punto di riferimento per tutti coloro che salgono a Bosco Chiesanuova.

Giacomo Campedelli all'interno del suo locale con in mano i suoi libri.
Giacomo Campedelli all'interno del suo locale con in mano i suoi libri.

È capitato a tutti, almeno una volta, salendo a Bosco Chiesanuova, di fare tappa “Dal Campe”. Il bar paninoteca adiacente il municipio, affacciato sulla piazza della chiesa, è gestito dal 1982 da Giacomo Campedelli, che festeggia proprio quest’anno i 40 anni di attività. Un anniversario nell’anniversario, visto che fu il nonno Leonello fu Giacomo, nel 1902, quindi 120 anni fa, ad inaugurare una piccola rivendita di vino, caffè e liquori presa in consegna, nei decenni successivi, dal figlio Mario, papà di Giacomo.

Il bar “Dal Campe” a Bosco Chiesanuova.

«L’atto ufficiale di inizio attività è datato 4 novembre 1902, anche se mio nonno Leonello aveva iniziato già qualche anno prima. – confessa Giacomo Campedelli – In passato si diceva “Se catén dal Nèlo”, per poi passare a “Se catén dai Nèli”, quando il tutto passò a mio padre Mario, a mio zio e a mia zia Bice. Da allora la nostra famiglia è sempre stata qui a Bosco e da quarant’anni porto avanti io il locale».

Un lavoro che è anche una dedizione totale per Giacomo, che tiene aperte le porte del bar paninoteca sempre, anche nei periodi fuori stagione, quando le persone che salgono a Bosco Chiesanuova sono decisamente meno rispetto all’estate o ai periodi festivi invernali.

«Amo il mio lavoro, anche se a volte mi sento un po’ stanco. Mi pesa per l’eccessiva burocrazia che negli ultimi anni ha complicato molto il nostro modo di fare impresa, per non parlare dei costi delle bollette che in questo periodo sono fuori controllo» prosegue il titolare.

Le bollette appese fuori dal locale.

Campedelli ha appeso fuori dal bar le bollette mostrando come sia passato da una spesa di circa 900 euro di corrente elettrica a 3000: «Speriamo che si possa trovare in fretta una soluzione, altrimenti qui si fa veramente dura. – aggiunge – Non possiamo certamente scaricare sul cliente questi rincari, ma le persone devono anche capire che se c’è un aumento di qualche centesimo sul caffè o altro è perché dobbiamo sopravvivere».

Chiacchierando con lui ci parla anche del suo amore per la poesia e per l’arte in generale. «Ho scritto alcuni libri di poesie in dialetto, alcune le ho lette e registrate su un supporto digitale (un CD) che regalo a chi desidera ascoltarlo. – conclude – Il mio amore nei confronti della Lessinia, nel ricordo di mio padre Mario che ho amato tantissimo (si commuove, ndr) mi spinge a proseguire con il lavoro nonostante le tante difficoltà, trovando parziale ristoro nelle passioni di cui parlavo prima e nelle persone che mi vengono a trovare e che vogliono, magari, condividere con me qualche verso dialettale».

Alcuni dei libri di poesie in dialetto scritte da Giacomo Campedelli.

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