Cura Italia, Riello: «Decreto col timer»

Il presidente della Camera di Commercio di Verona ha commentato il nuovo decreto Cura Italia sottolineando le criticità contenute nel testo.

A poche ore dall’approvazione del decreto “Cura Italia” sui provvedimenti economici per salvare il Paese dalla crisi dovuta all’emergenza Coronavirus, il presidente della Camera di Commercio di Verona, Giuseppe Riello, ha commentato il testo del provvedimento parlando di un «palliativo».

«Più che una diga, questa cura sembra un palliativo, le ricadute economiche del coronavirus avranno effetti per mesi se non per anni. – afferma Riello – Penso prima di tutto al turismo e al commercio, asset fondamentali dell’economia veronese e italiana, ma anche alle numerose filiere la cui catena del valore è interrotta dalle chiusure volontarie di numerose aziende: quelle imprese che non riescono a garantire ai propri lavoratori le condizioni per operare in sicurezza».

«Il pericolo – continua Riello – è che una parte dell’economia che vive di flussi di cassa possa subire una crisi di liquidità senza precedenti e mi auguro che la liquidità che il Decreto Cura Italia dovrebbe iniettare nel sistema economico sia sufficiente a tamponare la situazione. L’estensione della Cassa Integrazione anche alle imprese con meno di 5 dipendenti, copre un periodo di 9 settimane, troppo esiguo».  

«Cura Italia, ma col timer. – prosegue il presidente della CCIAA scaligera – Molti degli interventi previsti sono scadenziati entro il 31 maggio. È singolare che, invece, la possibilità di accertamento fiscale venga prorogata di due anni rispetto ai 4 attuali (5 per chi non ha la fatturazione elettronica). Inoltre pare in calendario l’ennesimo intervento per Alitalia, di cui la ratio mi sfugge. Buono il potenziamento del Fondo di Garanzia per le Pmi di 1,2 miliardi, ma i lavoratori autonomi non sono sufficientemente tutelati e le partite iva sono oltre 50mila sulle 96.300 imprese veronesi».

«Mi spiace essere critico in un momento in cui Governo, lavoratori e imprese devono far fronte comune e l’emergenza sanitaria indubbiamente è prioritaria. – dice Riello – Le imprese, però, debbono essere messe nelle condizioni di agire nel medio termine, almeno. Interventi nel breve termine possono essere utili per superare qualche settimana, ma non certo per consentire alle imprese di pianificare strategie di intervento durante questa fase di stress e di rilancio per la fase successiva. In questo senso, spero che il prossimo decreto Cura Italia, che dovrebbe seguire tra un mese, abbia una vision più a medio-lungo termine per gli interventi all’economia. – conclude – Rimane poi aperta l’importante partita delle attività delle Camere di Commercio che dispongono di importanti liquidità da poter utilizzare immediatamente sul territorio per fare da sostegno, prima, e volano, poi, all’economia, ma non possiamo spendere risorse oltre la media della spesa del triennio 2016/2018».