Crollo assunzioni, Facci (Cgil): «Nessuno resti indietro»
«I dati diffusi da Veneto Lavoro in merito al crollo delle assunzioni in Veneto riflettono la realtà con cui ci confrontiamo anche nel veronese: tanti contratti a termine che non vengono rinnovati, tanti contratti di apprendistato che non vengono attivati perché le aziende si muovono con la massima circospezione, brusca frenata del lavoro somministrato» è il commento di Stefano Facci, segretario generale di Cgil Verona.
«Una situazione critica e per molti versi inedita, che tutti siamo chiamati ad affrontare con il massimo equilibrio e i piedi ben piantanti per terra: sarà la scienza dirci quando e come riaprire le porte al rilancio. Nel frattempo occorre fare di tutto perché nessuno resti indietro».
L’analisi di Veneto Lavoro evidenzia che nel periodo compreso tra il 23 febbraio e il 5 aprile 2020, tra mancate assunzioni ed effettiva diminuzione dei posti di lavoro, si è registrata in Veneto una perdita di circa 35-40 mila posizioni di lavoro dipendente, corrispondenti all’incirca all’1,5-2% dell’occupazione dipendente.
«Se la coperta degli ammortizzatori che il governo ha stanziato, anche per le imprese, è troppo corta e rischia di lasciare qualcuno esposto alla crisi, è dovere delle Istituzioni denunciarlo e intervenire» aggiunge Facci. «Come Sindacato abbiamo attivato tutti gli accordi necessari affinché le risorse arrivino ai lavoratori e stiamo intervenendo su categorie inizialmente dimenticate come i lavoratori stagionali e quelli dello spettacolo».
«In questo momento difficile è necessario che ciascuno faccia la propria parte nel rispetto delle proprie competenze. Se è vero che una crisi inedita richiede soluzioni inedite, quelle buone restano sempre fondate sull’equilibrio» conclude il segretario di Cgil Verona.
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