Un ISEE a misura di famiglia

Ad assicurarlo è il Nuovo Fattore Famiglia: innovativo strumento messo a punto da Economics Living Lab, spin off del Dipartimento di Scienze Economiche dell’Ateneo scaligero, che aiuta i Comuni a distribuire equamente le risorse. Buona prassi già adottata da una decina di Comuni.

di Marta Bicego

Risorse economiche che si fanno sempre più esigue, mentre le maglie delle necessità si allargano. È una realtà che le amministrazioni locali devono affrontare quotidianamente quando si tratta di fornire servizi di utilità sociale. Con una priorità: dare la precedenza innanzitutto a quei cittadini che si trovano in uno stato di effettivo bisogno. In tal senso, un parametro di riferimento è dato dall’Isee, l’Indicatore socio economico equivalente, che a ognuno di noi è capitato di dover presentare allo sportello di un ufficio: una sorta di termometro capace di misurare il costo della vita e del benessere di un nucleo familiare, considerandone la composizione.

Negli ingranaggi della pubblica amministrazione, però, non tutto fila liscio. Può capitare, per esempio, che a una mamma sia negato ingiustamente il contributo che le permette di iscrivere il figlio alla scuola dell’infanzia; che uno studente meritevole sia escluso dalle agevolazioni universitarie; che a un malato bisognoso siano negati i servizi socio sanitari domiciliari; che i prestiti d’onore o gli assegni di maternità non siano assegnati agli individui che dovrebbero invece beneficiarne.

A fare ordine nella scala delle priorità interviene il Nuovo Fattore Famiglia: lo strumento co-creato da Economics Living Lab, spin off venuto alla luce nel Dipartimento di Scienze Economiche dell’Ateneo scaligero, in collaborazione con il Comune di Castelnuovo del Garda e l’Associazione delle famiglia italiane con il sostegno di Fondazione Cattolica. Anni di calcoli statistici, elaborati da un team di ricercatori, hanno permesso di sperimentare un innovativo software che può agevolare i piccoli Comuni, ma non solo, nel distribuire equamente le risorse destinate ai programmi di welfare e a contrastare la povertà rispettando i budget.

«Il vantaggio è nella maggiore precisione e nel mettere a disposizione delle amministrazioni uno strumento poco costoso», esordisce Federico Perali, responsabile scientifico del progetto e ordinario di Politica Economica. L’intreccio dei dati consente una differenziazione generazionale tra adulti e bambini, considera la presenza nel nucleo familiare di minori o di soggetti portatori di handicap, guarda al reddito per assegnare le giuste rette in proporzione alla reale necessità e, non ultimo, riducendo gli sprechi. Il Fattore Famiglia, prosegue il professore, «racchiude un mini-riccometro e un mini-redditometro che controlla la veridicità delle dichiarazioni», con misure che si estendono alla verifica dell’esclusione sociale. Si tratta insomma di un Isee rivisitato e corretto, che è a misura di famiglia e ne supera le carenze.

Vita semplificata per gli amministratori della cosa pubblica che in questo modo, con una esigua spesa per acquistare il programma, possono rispondere con efficacia al bisogno di giustizia sociale. E per i cittadini che, a fronte della compilazione di una serie di moduli che fotografano la situazione economica tra le mura di casa, hanno la possibilità di accedere, in qualsiasi momento, al sistema per verificare lo stato delle proprie richieste o di ricevere comunicazioni dirette, accorciando i tempi di attesa e di colloquio per esempio con l’assistente sociale. Al momento, segnala il direttore di Economics Living Lab Maikol Furlani, «sono dieci i Comuni che hanno iniziato a utilizzare con riscontri positivi il programma: Bussolengo, Sona, San Pietro in Cariano, Cerea, Nogarole Rocca, Castelnuovo del Garda. Inoltre Lerici e Avola, ma trattative sono in corso anche con l’Amministrazione comunale di Milano», elenca. La speranza è che nuovi partner sposino l’iniziativa, adottandola come buona prassi.