Banca di Verona: Flavio Piva è il nuovo presidente

Manager di lunga esperienza industriale e finanziaria prende il testimone da Giovanni Bertagnoli che lascia per motivi personali dopo otto anni e rimarrà in cda. I soci approvano i conti del 2017 con un utile netto in crescita del 3% a 4,78 milioni. Migliorano raccolta, impieghi e qualità del credito. Patrimonio a quasi 91 milioni.

Cambio al vertice della Banca di Verona. Flavio Piva da oggi il nuovo presidente e sostituisce Giovanni Bertagnoli che ha deciso di lasciare la guida dell’istituto di Credito cooperativo di Cadidavid per motivi personali. L’assemblea dei soci, riunita ieri sera nel teatro parrocchiale di Cadidavid per l’approvazione del bilancio 2017, ha approvato all’unanimità la nomina di Piva nel consiglio di amministrazione, in cui era stato cooptato il 28 dicembre scorso. Nei giorni scorsi il cda all’unanimità lo aveva indicato alla presidenza.

Flavio Piva, veronese, 53 anni, laureato in Economia e commercio e manager del mondo industriale e finanziario, era già stato nel consiglio della Banca di Verona dal 2004 al 2014, ricoprendo anche la carica di vicepresidente dal 2010 al 2014, incarico a cui dovette rinunciare per le norme sull’interlocking, varate nel 2011, che vietano incarichi in società del credito e assicurative concorrenti. Piva infatti dal 2009 era dirigente del Gruppo Cattolica, ruolo che ha ricoperto fino a giugno del 2017.

Bertagnoli resterà nel consiglio di amministrazione continuando ad apportare il suo contributo di esperienza maturata in otto anni di presidenza e in oltre un quarto di secolo come componente del cda. “C’è in corso un cambiamento nel mondo del credito cooperativo”, dice Bertagnoli in riferimento all’imminente avvio del gruppo unico nazionale che fa capo a Iccrea, “che richiede una dinamicità nuova. Quindi a 73 anni ritengo che sia necessario agevolare un ricambio che punti su forze giovani ma con una forte esperienza, in grado di affrontare le nuove sfide. Desidero anche stare più vicino alla mia famiglia e alla mia impresa, nella quale con i miei figli stiamo portando avanti un passaggio generazionale importante e condiviso”.

Piva attualmente è membro del consiglio di indirizzo della Fondazione Arena di Verona ed è stato dal 2000 al 2009 condirettore generale di Veronafiere, in precedenza dal 1997 al 2000 aveva ricoperto il ruolo di direttore generale della Seven, azienda del settore arredamento con forte vocazione internazionale. Nel 1987 aveva iniziato la sua carriera alla Cassa di Risparmio di Verona dove è rimasto fino al 1997, assumendo incarichi via via crescenti.

“Ritorno con un ruolo di grande rilievo nel mondo del credito cooperativo in cui credo molto”, dice Piva. “In questi anni di crisi la presidenza Bertagnoli e la direzione generale di Valentino Trainotti hanno saputo con un’attenta gestione mantenere solidi i conti della nostra Banca, consolidando i risultati con un rafforzamento patrimoniale che dà garanzie per il futuro di un istituto di credito cooperativo legato al suo territorio. Con l’avvio del gruppo unico nazionale Iccrea”, aggiunge Piva, “si aprono sfide importanti all’interno della nuova realtà: vogliamo e dobbiamo continuare ad essere banca locale al servizio del territorio e della sua gente, promotrice di sviluppo e crescita attraverso un modello cooperativo. Un modello di cui le Bcc sono rimaste uniche portatrici a Verona e nel Veneto, la regione che ne fu culla nel 1800 e in cui noi ancora crediamo fortemente”.

L’assemblea dei soci della Banca di Verona ha approvato all’unanimità il bilancio consuntivo 2017 con un utile netto in crescita del 3% sul 2016 a 4 milioni e 788 mila euro. La raccolta totale sale a 829 milioni e 704 mila euro, in crescita del 2,49% sull’esercizio precedente; quella diretta tocca i 482 milioni (+1,73%) e l’indiretta sale di ben il 3,57% a 347 milioni e 755 mila euro.
Il patrimonio netto contabile sale a 90 milioni e 786 mila euro contro gli 84 milioni e 848 mila dell’esercizio 2016. I crediti netti ammontano a 304 milioni in crescita del 5,26%. I crediti deteriorati netti si attestano al 2,04% del totale crediti.

Migliora in modo deciso la copertura sulle sofferenze che sale al 76% contro il 70,25% del 2016. La copertura totale sui crediti deteriorati sale al 70,61% contro il 62,34% dell’esercizio precedente.
Eccellente il risultato ottenuto per il Cet1, l’indice che misura la solidità di una banca, che raggiunge il 22,35% uno dei migliori del sistema. L’utile nettò andrà per il 92% a patrimonio, mentre il restante 8% verrà diviso come dividendo (remunerazione 2% del capitale) e il resto destinato a fondi mutualistici e in beneficenza. “Riversiamo totalmente la ricchezza prodotta a favore del territorio nel rispetto dei principi del sistema cooperativo”, sottolinea Bertagnoli. “Questo è il nostro modo di fare banca, una banca che fa il suo lavoro in modo differente rispetto al resto del sistema del credito”.

All’assemblea sono intervenuti il presidente nazionale di Iccrea Giulio Magagni, il direttore generale di Iccrea Banca Impresa Enrico Duranti e il presidente regionale della Federazione Veneta della Banche di Credito Cooperativo Ilario Novella.