Banca di Verona, crescono patrimonializzazione e solidità

La Banca di Verona chiude il 2018 nel segno del rafforzamento patrimoniale, un miglioramento degli indicatori della solidità della raccolta. I dati dal 31 dicembre sono stati approvato dal consiglio di amministrazione della Banca di Credito Cooperativo, che si è riunito venerdì 8 febbraio nella sede di Cadidavid, ha approvato il rendiconto economico al 31 dicembre 2018. Un anno particolarmente importante nel quale la Banca di Credito Cooperativo ha aderito al gruppo nazionale Iccrea e ha anche varcato i confini provinciali e regionali aprendo nella vicina Ala, in Trentino, una filiale dedicata alle imprese.

Il patrimonio netto sale a 91,585 milioni di euro e salgono, soprattutto, i fondi propri ai fini di Vigilanza (che determinano l’adeguatezza patrimoniale della Banca) da 85,427 milioni del 31 dicembre del 2017 agli attuali 90,148 milioni (non comprensivi dell’utile secondo semestre).

Il Cet1, indicatore “principe” per valutare la solidità aziendale, sale ulteriormente da 22,353% a 25,306%, un livello tra più elevati a livello nazionale (il coefficiente vincolante minimo dettato dalle regole di Vigilanza è il 5,75%) e che determina forti eccedenze patrimoniali. In ulteriore miglioramento della qualità degli attivi, sia di quelli finanziari (titoli di proprietà e liquidità aziendale) con riduzione della durata temporale per ridurre il rischio e forte diminuzione dei titoli con potenziale impatto negativo delle perdite sul patrimonio (- 57% sul 31 dicembre del 2017), sia di quelli creditizi.

I crediti della Bcc verso clientela rimangono ai livelli del 2017 (291,794 milioni contro 291,756 milioni di euro), ma con ulteriore riduzione dei “non performing” (sofferenze e inadempienze probabili), la cui incidenza su crediti lordi passa dal 7,23% al 6,35% (un livello eccellente se si pensa che la media delle banche del Veneto al 30 giugno scorso è pari al 17%).

 

Aumentate le coperture (impairment) sui crediti non performing dal già elevato 70,61% al 74,56% (le sofferenze sono coperte all’82,30%). Il rapporto tra npl (“non performing loans”) e patrimonio è pari solo al 5,15% (la media delle banche venete al sempre al 30 giugno scorso è pari al 63%). Significativi anche i finanziamenti erogati a clientela, per il tramite della Banca di Verona, da Iccrea BancaImpresa (banca corporate del gruppo cooperativo) per 38,2 milioni, oltre a 10,4 milioni di leasing strumentali.

La Bcc ha rafforzato anche la posizione nella gestione della disponibilità e del risparmio della clientela. La raccolta diretta è salita dell’1,40% (da 481,987 a 488,746 milioni di euro), mentre la indiretta è salita del 4,16% (da 347,755 a 362,235 milioni), nonostante la contrazione dovuta al calo del valore di mercato. La raccolta complessiva da clientela supera gli 850 milioni (850,981 contro gli 829,742 del 2017) con incremento del 2,56%.

L’utile netto si attesta a 4,671 milioni di euro, in leggero calo rispetto 4,788 milioni del 2017, un calo contenuto nonostante la forte contrazione degli utili da negoziazione e cessione titoli di proprietà (da 2,142 milioni nel 2017 a 1,157 milioni), in conseguenza del mutato scenario dei mercati finanziari.

Siamo molto soddisfatti di quanto realizzato nel 2018”, dice il presidente della Banca di Verona Flavio Piva, “non solo per i brillanti dati di bilancio, ma anche per le molteplici attività poste in essere a favore dei nostri soci, clienti e della comunità. Voglio solo ricordare le 70 borse di studio consegnate a giovani meritevoli, gli eventi dedicati alle imprese sul tema della internazionalizzazione, gli incontri del cenacolo degli investitori con approfondimenti sui mercati, il convegno nazionale sulla difesa dei patrimoni personali e aziendali”.

Continua il nostro impegno”, aggiunge il direttore generale Valentino Trainotti, “per mantenere sul territorio veronese una Banca solida (il cet 1 è superiore al 25%), sana (il credito deteriorato è ai livelli più bassi degli ultimi 8 anni), stabile (per i risultati positivi costanti da alcuni lustri, per le relazioni continuative con i nostri clienti) e social, che significa mettere al centro della nostra attività la persona e non solo nell’utilizzo dei media. Fondamentale il ruolo del nostro personale a cui dedichiamo sempre più formazione (nel 2018 una media di 7,2 giorni per ogni dipendente)”.