Covid e imprese, Piccinini: «Il sostegno economico è la base»

Tomas Piccinini, consigliere regionale di Lista Veneto Autonomia, ha fatto il punto ai microfoni di Radio Adige sulla situazione economica del Veneto in tempo di Covid in occasione della 15° Settimana Veronese della Finanza, che partirà il prossimo 19 novembre.

Abbiamo intervistato ai microfoni di Radio Adige Tomas Piccinini, consigliere regionale di Lista Veneto Autonomia, in vista della 15esima settimana veronese della finanza, per fare insieme a lui il punto sulla situazione economica e finanziaria veneta durante l’anno in corso.

«Le imprese venete stanno soffrendo, anche se in misura forse minore rispetto al resto del Paese, come leggiamo dai giornali, anche grazie a una capacità imprenditoriale che si è sempre contraddistinta negli anni. Questo non significa che stiamo andando bene, ma è un incentivo in più per stare vicino e supportare le nostre imprese, soprattutto a quelle categorie che soffrono più di altre, come i ristoratori, le piscine o le palestre», afferma il consigliere.

Riguardo agli strumenti per la ripartenza, Piccinini sostiene: «Sicuramente il sostegno economico è la base di tutto. Personalmente, avrei investito i soldi in maniera diversa, sono state fatte scelte che a mio avviso sarebbero dovute andare in un’altra direzione. La bacchetta magica non ce l’ha nessuno, ma è un dato di fatto che il lavoro lo produce l’imprenditore. Non è una situazione facile».

In riferimento all’adozione dei “kit fai da te” approvati dal governatore del Veneto Zaia, Piccinini è ottimista: «Il Veneto in questa situazione si è sempre contraddistinto, anche con coraggio. Credo che in questo momento tutte le soluzioni che portano al miglioramento di questa emergenza debbano essere perseguite, qualora abbiano una valenza. Sicuramente il tampone rapido è stata una novità che spero possa dare un risultato efficace e alleggerire l’intasamento che abbiamo oggi negli ospedali. La Regione Veneto ha scelto di premiare gli specializzandi al quarto e quinto anno di Medicina per chi ha lavorato e combattuto il Covid, e questo è un segno dell’attenzione che la nostra regione pone a queste figure».

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