Costo energia, nuovo record storico
Non solo gas, anche l’energia elettrica raggiunge prezzi inimmaginabili fino a qualche tempo fa. Domani, e stranamente di sabato quando i consumi solitamente sono ridotti per l’effetto della chiusura di molte aziende, il PUN medio giornaliero (indice che consente di valutare il prezzo nel mercato all’ingrosso dell’energia elettrica in Italia) sarà di 713,69 euro al megawattora, con un picco alle ore 21 di 870 euro.
Un prezzo mai registrato prima e che rischia di mettere in seria difficoltà il sistema paese, famiglie e imprese.

Numeri alla mano, tre ore di corrente consumata domani equivarranno, in termini di prezzo, a 24 ore di energia consumata in un’intera giornata dell’ultimo biennio.
Costi insostenibili che stanno già provocando reazioni e proteste non solo tra gli imprenditori, ma anche tra i commercianti ed esercenti, che hanno scelto, anche a Verona, spalleggiate dalle associazioni di categoria di appartenenza, di esporre in vetrina le ultime bollette per esprimere tutta la loro preoccupazione e la loro frustrazione.
Rimanendo ancora sui numeri, per avere dei metri di paragone, il PUN medio del 2022 è di 304,96 euro, negli ultimi due anni 2020-2021 (considerando un parziale stop a causa del lockdown) è stato di 82,13 euro. Scendendo di due anni si arriva ai 56,82 euro del biennio 2018-2019 e prendendo un arco temporale più ampio, 2015-2021, il prezzo unico nazionale medio è di 60,99 euro.

E se famiglie e imprese sono allarmate dai continui rincari, non stanno certo meglio gli operatori del mercato, costretti ad acquistare l’energia a prezzi esorbitanti e non potendo, ovviamente, scaricare sul mercato e sul cliente finale maggiorazioni decuplicate.
E non è finita. Sembrerebbe che il nuovo Decreto aiuti Bis, in fase di definizione, impedisca agli stessi operatori di rivedere contratti luce/gas attraverso una proposta di modifica unilaterale del contratto di fornitura.
Una limitazione studiata dal governo per tutelare i consumatori, ma che di fatto lega le mani alle multiutility costrette nella migliore ipotesi a cancellare il contratto, e quindi a perdere il cliente, o, nella peggiore, di chiudere per l’impossibilità di portare avanti l’attività.
Anche per questo, nelle ultime ore, molti operatori si sono appellati a Bruxelles, all’istituzione europea, per trovare una via di fuga da un vicolo cieco che rischia di generare un effetto domino dalle conseguenze devastanti, sia in termini di approvvigionamento che di fornitura.
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