Confindustria, aumentano le reti di imprese

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Nel corso del 2018 il fenomeno delle reti di imprese ha registrato una crescita, in linea con l’andamento degli anni precedenti, contando nell’anno: + 817 contratti di rete, + 8.053 imprese coinvolte. Questo emerge dai dati di Confindustria con il “Report sulle Reti di Imprese in Italia 2018”.

Nel 2018 i contratti di rete fra imprese fanno segnare un tasso di incremento complessivo del 18,9%, secondo i dati elaborati da RetImpresa, l’Associazione di Confindustria per la promozione e la diffusione delle aggregazioni e reti d’impresa. Le reti di imprese esistenti in Italia al 31 dicembre 2018 sono 5.135: l’85% registrate nella forma della rete-contratto (4.357); il 15% come reti dotate di soggettività giuridica (778), per un totale di 31.405 imprese coinvolte. La progressione dei contratti di rete dall’anno di avvio dello strumento (2010) ad oggi evidenzia il diverso ritmo che ha caratterizzato le due tipologie di reti disciplinate dalla legge, le reti-contratto e le reti-soggetto.

Più nel dettaglio, nel 2018 il tasso di crescita delle reti contratto è stato del 17,5% (in valori assoluti +649), mentre quello delle reti-soggetto del 27,5%, (in valori assoluti +168). In entrambi i casi, in linea con il dato sul totale delle reti registrate, si tratta di percentuali di aumento importanti, anche se meno significative rispetto a quelle del 2017.

A livello territoriale, le regioni con il maggior numero di imprese in rete risultano essere il Lazio e la Lombardia, rispettivamente con oltre 8.300 e 3.300 imprese aggregate, seguite da Veneto, Campania, Toscana ed Emilia Romagna, tutte con più di 2.000 imprese in rete. Puglia, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Abruzzo con più di 1.000 aziende coinvolte dal fenomeno aggregativo. Chiudono la classifica il Molise e la Valle d’Aosta, ciascuna con meno di 100 imprese in rete.

Se si osserva la distribuzione delle imprese in rete per macro-aree, emerge che le imprese coinvolte dal fenomeno aggregativo sono localizzate per il 38% al Centro, per il 37% al Nord, per il 25% al Sud. Inoltre, in termini di rapporti collaborativi attivati tramite lo strumento della rete d’imprese a livello territoriale, emerge che il 75% delle reti presenta carattere uni-regionale, mentre il 25% multi-regionale, coinvolgendo imprese di regioni diverse.

Per quanto riguarda i settori coinvolti, dalla classificazione delle imprese impegnate in programmi di collaborazione in rete, in base alla sezione attività del codice ATECO, i settori di provenienza delle imprese retiste risultano essere connessi in prevalenza ad agricoltura, silvicoltura e pesca (19%), commercio (17%) e attività manufatturiere (16%). Con percentuali inferiori seguono le imprese della filiera turistica (9%), delle costruzioni (8%), le aziende che prestano servizi professionali (7%) e servizi di supporto alle imprese (5%).

Per quanto riguarda il manifatturiero, l’80% delle imprese retiste del settore predilige la forma della rete-contratto. Trend similare anche per le imprese che svolgono attività connesse ad agricoltura, silvicoltura e pesca, le quali risultano preferire la tipologia della rete-contratto (79%). Il commercio, al contrario, risulta essere il settore predominante delle imprese che scelgono di aggregarsi tramite reti-soggetto.

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