Confedilizia, Meschini: «Gravi perdite nel 2020, manca l’intervento statale»

Sono diverse le difficoltà che hanno colpito i proprietari di immobili in questo periodo di crisi, in primis l’elevato numero di morosità e il blocco degli sfratti. Pietro Francesco Meschini, Presidente dell’Associazione della Proprietà Edilizia di Verona, denuncia il mancato intervento dello Stato sia in termini di ristori che di assistenza verso i cittadini in difficoltà economica.

Pietro Francesco Meschini è il presidente dell’Associazione della Proprietà Edilizia di Verona, una delle duecento sedi territoriali italiane di Confedilizia, l’associazione che raggruppa i proprietari di immobili e ne tutela gli interessi.

La crisi economica che è conseguita all’epidemia del Covid 19 ha creato gravi problemi all’intero tessuto economico e sociale e i proprietari di immobili, in particolare, hanno avuto gravi perdite di reddito dovute alle morosità dei conduttori.

«Questo – spiega Meschini – si è verificato sia per le locazioni commerciali riferite prevalentemente agli immobili locati a soggetti che hanno dovuto chiudere le loro attività per effetto dei provvedimenti governativi del lockdown, sia più in generale per le locazioni di natura abitativa a causa delle difficoltà che hanno riguardato gran parte della popolazione. I proprietari si sono trovati in moltissimi casi a perdere le proprie entrate relative ai canoni di affitto».

Il blocco degli sfratti

Per queste perdite Confedilizia lamenta l’assenza di equi ristori. A questo si aggiunge anche il blocco degli sfratti per morosità per tutto il 2020, che con ogni probabilità sarà prorogato almeno fino a marzo 2021.

«Tanti proprietari – prosegue Meschini, Presidente Confedilizia Verona – si trovano nella condizione di non percepire più il reddito da locazione e di non poter neppure agire per liberare il proprio immobile. Bisogna considerare che i proprietari di case spesso sono piccoli proprietari che traggono dalla locazione dei propri immobili i mezzi di sostentamento. Non stiamo parlando di grandi proprietari o società immobiliari capaci di assorbire perdite di questo genere. Lo Stato è rimasto latitante: con il blocco degli sfratti non ha fatto altro che trasferire le perdite dai soggetti meno abbienti o in difficoltà economica ai proprietari di case che hanno dovuto rinunciare a incassare i canoni. Al di là del principio della solidarietà, penso sia lo Stato e non i singoli cittadini proprietari di case a doversi far carico di queste problematiche».

Gli interventi locali e nazionali

L’Associazione della Proprietà Edilizia di Verona in questi mesi è comunque intervenuta cercando di conciliare i diritti e le esigenze dei proprietari con quelle dei conduttori e cercando di incrementare i fondi regionali destinati alla morosità incolpevole che già esistevano prima dell’emergenza Covid. A livello nazionale, invece, Confedilizia prosegue la sua battaglia per cercare di ridurre la tassazione oggi esistente sulle proprietà immobiliari.

«Parliamo di una tassa che ha una connotazione ormai talmente vessatoria che più che di imposizione patrimoniale si parla di espropriazione surrettizia degli immobili» sostiene Meschini. «La patrimoniale, di cui si sta tanto parlando in questi giorni in Italia in realtà esiste già: si chiama IMU e grava su tutte le proprietà immobiliari, comprese quelle che non producono alcun reddito. Oggigiorno a causa della grave crisi in atto nel nostro Paese molti immobili produttivi sono sfitti a prescindere dalla volontà del proprietario, perché non c’è domanda. Non producono alcun reddito ma soltanto costi per la manutenzione. Anche su questi immobili – conclude Meschini – i proprietari sono costretti a corrispondere allo Stato e ai Comuni ogni anno delle cifre assolutamente sproporzionate».