Confartigianato Verona, campagna di normalizzazione sui canali social

Giovedì 27 febbraio, dai canali social di Confartigianato Imprese Verona, è partita la campagna di normalizzazione per interrompere la spirale di allarmismo da coronavirus. Iniziato anche il monitoraggio dei questionari inviati a tutti i soci sulle conseguenze economiche per le imprese.

Roberto Iraci Sareri
Roberto Iraci Sareri, presidente Confartigianato Verona

Nel pomeriggio di giovedì 27 febbraio, dai canali social di Confartigianato Imprese Verona, è stato pubblicato un post contenente solo un’immagine, che nel giro di poche ore ha collezionato decine di migliaia di visualizzazioni e condivisioni.

L’Associazione artigiana, infatti, ha lanciato un messaggio di invito a tornare alla normalità, con l’intenzione di contribuire ad interrompere una spirale di allarmismo da coronavirus che sta già facendo sentire i propri effetti su numerose micro, piccole e medie imprese della provincia di Verona.

Sullo sfondo di due mani unite a cuore davanti ad un panorama di Verona città, gli artigiani hanno scritto: «Ci hanno allarmati… ci hanno terrorizzati… e adesso? Torniamo alla vita di tutti i giorni, con attenzione e usando precauzioni, ma ricominciamo a vivere!».

A seguire una serie di inviti a “tornare” a frequentare le imprese, di qualsiasi categoria e mestiere, come acconciatori ed estetiste, pasticcerie, officine auto, carrozzerie, calzolai, pizzerie al taglio, sartorie, idraulici ed elettricisti da chiamare a casa, con in conclusione il «Torniamo dagli artigiani, qualsiasi mestiere facciano, per acquistare quello che ci serve… ma anche quello che è bello!».

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Geplaatst door Confartigianato Verona op Donderdag 27 februari 2020

«In attesa dei provvedimenti che Governo e istituzioni hanno promesso per sostenere l’economia – spiega Roberto Iraci Sareri, Presidente di Confartigianato Imprese Verona – abbiamo deciso di scendere in campo per allentare la psicosi generata o autogeneratasi, invitando tutti a tornare alla razionalità».

«Avevamo allertato sul pericolo di vedere prendere piede l’allarmismo e infatti i nostri centri storici si sono svuotati, a Verona e in tutti i comuni della provincia, le attività e gli esercizi hanno subito rilevanti cali nel numero di clienti con gravi conseguenze sugli incassi e i fatturati» continua Iraci Sareri. «Sentendo numerosi artigiani associati, le perdite, in modo variabile, vanno da un minimo del 20% fino al 60 o 70%. C’è chi ha addirittura chiuso per evitare di pagare inutilmente consumi energetici e dipendenti».

Dopo il boom sui social network, Confartigianato Imprese Verona, sul proprio sito ha messo a disposizione delle imprese artigiane associate una locandina da scaricare, stampare ed esporre in vetrina o in luogo visibile all’interno dell’attività, per rivolgersi, prima di tutto, alla clientela. Nel frattempo, l’Associazione ha inviato a tutti gli artigiani associati un questionario, predisposto da Confartigianato Imprese Veneto, dal titolo “Questionario di monitoraggio sugli effetti del coronavirus sulle imprese artigiane e Pmi”.

«A seguito dei focolai epidemici da coronavirus in Veneto – spiega Iraci Sareri –, Confartigianato Imprese Veneto e Confartigianato Imprese Verona fin da subito hanno partecipato ai tavoli di confronto con la Regione Veneto e con le Amministrazioni locali, per l’analisi della situazione e delle conseguenze sul mondo produttivo».

«In  vista  di  ulteriori  successivi  confronti è importante poter raccogliere informazioni sia quantitative sia qualitative circa l’impatto e gli effetti dell’emergenza sulle imprese nei diversi settori» conclude Iraci Sereri. «A  tal  fine è stato predisposto un questionario on line che abbiamo inviato a tutti i nostri soci, con il quale raccogliere le loro segnalazioni nel caso ritengano che l’emergenza coronavirus e i provvedimenti di contenimento del contagio abbiano coinvolto la loro attività in termini di ripercussioni economico-produttive».