Confagricoltura, Leonardo Granata vicepresidente degli olivicoltori

Il padovano Leonardo Granata è stato nominato vicepresidente nazionale della sezione olivicola di Confagricoltura, in rappresentanza delle regioni del Nord Italia.

Leonardo Granata, vicepresidente degli olivicoltori di Confagricoltura nazionale
Leonardo Granata, vicepresidente degli olivicoltori di Confagricoltura nazionale. Vicepresidente nazionale e presidente regionale di Agriturist.

Dopo la presidenza del settore avicolo assegnata a Simone Menesello, un altro incarico prestigioso viene assegnato a un agricoltore padovano. Leonardo Granata è stato infatti nominato vicepresidente nazionale della sezione olivicola di Confagricoltura, in rappresentanza delle regioni del Nord Italia. Il nuovo presidente, Walter Placida, è invece calabrese.

Granata è già vicepresidente nazionale e presidente veneto di Agriturist, l’associazione degli agriturismi di Confagricoltura. Imprenditore agricolo con oliveto nel Parco dei Colli Euganei a Bastia di Rovolon, iscritto nella Dop Colli Euganei e Berici, Granata fa l’olivicoltore da 25 anni proseguendo la tradizione agricola di famiglia.

«La mia nomina è giunta a sorpresa ma mi dà molta soddisfazione – sottolinea – in quanto è il segno della crescente attenzione per l’olivicoltura del Nord Italia. Regioni come il Veneto, la Liguria, la Lombardia, il Friuli, il Trentino e aggiungerei anche l’Emilia Romagna hanno quantitativi minori rispetto al Sud, ma possiamo vantare un prodotto di alta qualità, con caratteristiche di delicatezza, bassa acidità e altre caratteristiche peculiari che lo rendono unico».

«Con i colleghi delle regioni del Nord abbiamo una grande sinergia anche perché abbiamo problematiche comuni. Abbiamo sofferto, negli anni passati, alcune fitopatie che hanno colpito gli oliveti, come il fenomeno della cascola che è allo studio dell’Università di Padova. Un altro aspetto interessante che ci lega è la fortissima vocazione al rapporto con il turismo, penso al Garda sia lombardo che veneto, fortissima vocazione delle aree olivicole al rapporto con il turismo, penso al Garda sia lombardo che veneto ma anche ai Colli Euganei».

Ora si guarda alla prossima stagione olivicola, dopo un 2020 soddisfacente. «La scorsa annata è stata proficua e ci ha riportato a quantitativi adeguati e ottima qualità dopo un 2019 disastroso» dice Granata. «Adesso in Veneto siamo in piena potatura, che può proseguire anche fino ai primi di maggio. Le piante stanno cominciando a prepararsi per la ripresa vegetativa e al momento non riscontriamo criticità. La prolungata siccità all’olivo non dà problemi e gli sbalzi di temperatura non sono significativi. Certo è che il proseguire di aprile è auspicabile che piova, perché l’acqua sarà importante in vista della fioritura che avverrà dalla metà di maggio in poi».

In Veneto, secondo i dati 2020 elaborati da Veneto Agricoltura, la superficie coltivata a olivo è in leggera crescita, dato che ai 5.142 ettari si associa un +0,7 per cento annuo. Il 69 per cento degli oliveti è nel Veronese (3.565 ettari), cui seguono Vicenza, Treviso e Padova. Le olive raccolte lo scorso anno sono stimate in circa 24.608 tonnellate. I prezzi medi dell’olio Veneto dop sono di 10,25 euro al litro alla produzione.

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