Confagricoltura, Ferrarese: «Fare dell’agricoltura un settore strategico»

Paolo Ferrarese, presidente di Confagricoltura Verona, racconta il periodo travagliato che ha vissuto il mondo agricolo negli ultimi mesi, con esiti catastrofici per il settore dell’agriturismo e del florovivaismo. La necessità, per il futuro, è rivalutare l’agricoltura come settore strategico e alleggerire il carico burocratico.

In un periodo molto travagliato come quello che stiamo vivendo, anche il mondo dell’agricoltura è stato pesantemente colpito. Confagricoltura, che a Verona conta quasi 2000 soci tra grandi, medie e piccole imprese, denuncia che i comparti che hanno ricevuto le maggiori perdite, quasi catastrofiche, sono stati quelli dell’agriturismo e del florovivaismo

«Nella nostra provincia – rivela Paolo Ferrarese, Presidente Confagricoltura Verona – contiamo una varietà di tipi di agricoltura, coltivazioni e allevamenti veramente esagerata, credo che nell’agroalimentare la nostra provincia sia fra le prime. L’agriturismo e il florovivaismo hanno subito una perdita immensa, perché questa annualità per loro è stata persa. Per gli altri comparti i risultati sono stati soddisfacenti, togliendo il problema della cimice asiatica e la crisi del mercato del latte che si protrae da quasi dei mesi». 

Confagricoltura in questi mesi ha partecipato ai tavoli verdi regionali in modo assiduo, ottenuto diversi aiuti per le imprese in difficoltà. 

«Siamo riusciti ad ottenere 4000 euro per gli agriturismi e le aziende florovivaistie. Sono cifre comunque molto piccole se paragonate agli incassi di una stagione come quella estiva che è stata tutta persa – puntualizza Ferrarese, Presidente Confagricoltura Verona -. Per quanto riguarda l’aspetto  più agrario, la nostra organizzazione, che è strutturata sul territorio in modo molto consistente, è stata vicina alle aziende con tutti i servizi che potevamo dare. L’agricoltura forse è quella che ha subito meno danni e ha continuato a fornire i prodotti. Da denunciare, però, un calo nei prezzi».

Nel futuro meno burocrazia e spinta alle nuove tecnologie

Per il 2021 la speranza è quella che la politica possa vedere l’agricoltura come un settore strategico, soprattutto in tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo. «Non tanto e non solo perché abbiamo il compito di riempire gli scaffali dei supermercati – aggiunge Ferrarese – ma anche perché, legata all’agricoltura, c’è tutta una filiera lavorativa che fornisce molti posti di lavoro, soprattutto nella nostra provincia». 

Se le attenzioni da parte della politica regionale sono sempre state costanti, meno presente è stata la politica nazionale che mostra, secondo Ferrarese, disinteresse per il settore. «Noi avremmo certamente bisogno di una burocrazia più snella e di meno regole – conclude Ferrarese -, per uniformarci con i nostri competitor a livello europeo ed extra-europeo. In futuro dovremo anche dare maggiori attenzioni a tutte le nuove tecnologie, come OGM o cisgenesi, che sono utilizzate in tutto il mondo da moltissimi anni e che noi importiamo, non potendole produrre».