Coldiretti Verona: «Stop alle speculazioni sui prodotti locali»

I produttori veronesi stanno ricevendo offerte per gli asparagi anche del 30% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

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«In questo momento di difficoltà è fondamentale garantire la stabilità dei prezzi lungo tutta la filiera per bloccare ogni tentativo di speculazione a danno dei consumatori e degli agricoltori», lo afferma Daniele Salvagno, presidente di Coldiretti Verona in rifermento alla situazione di alcune produzioni locali, come gli asparagi, che stanno subendo un brusco calo a due cifre di quotazioni all’origine, al di sotto dei costi di produzione, mettendo a rischio il futuro delle imprese.

I produttori veronesi stanno ricevendo offerte per gli asparagi anche del 30% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. A peggiorare la situazione emerge la difficoltà di vendere le produzioni per la chiusura di bar, ristoranti e mercati a km zero, scarsa richiesta dai fruttivendoli anche per il calo dei consumi data la limitata mobilità dei consumatori. Allo stesso tempo, non si ferma la concorrenza straniera di Paesi come Grecia, Spagna e Messico che importano asparagi a prezzi inferiori di quelli nostrani.

«Dalla semina, l’asparago si raccoglie dopo tre anni – evidenzia Andrea Fasoli, produttore di Mambrotta con 10 ettari coltivati ad asparagi in tunnel e a pieno campo a San Martino Buon Albergo e a Isola Rizza – Adesso stiamo raccogliendo il 10% della nostra produzione che, a causa del clima ancora fresco, andrà a pieno regime tra 10-15 giorni».

«In questo momento non è chiaro il prezzo di acquisto e siamo quindi in balìa del mercato che propone consistenti ribassi», precisa Fasoli che aggiunge «noi abbiamo anche il problema della mancanza della manodopera straniera e così oltre alla difficoltà di vendere il prodotto c’è anche quella di raccoglierlo con il rischio di lasciarlo lì a marcire».

Il costo di produzione dell’asparago veronese è di circa due euro al chilogrammo a cui bisogna aggiungere i costi del packaging e del trasporto. «Il momento è drammatico e noi agricoltori non abbiamo potere contrattuale. Chi ha già in atto rapporti con la grande distribuzione organizzata (Gdo) sta avviando trattative benché al momento le richieste arrivate dalla Gdo riguardino principalmente le pezzature di asparago più belle laddove noi abbiamo nove tipologie di prodotto da vendere», precisa Claudio Conte, produttore di Salizzole con 40-45 ettari coltivati ad asparago.

«Alcuni produttori di Campagna Amica Verona con i mercati a km zero chiusi hanno iniziato a portare la spesa al domicilio dei consumatori – sottolinea Daniele Salvagno – ma serve un atto di responsabilità di tutti, consumatori ed operatori, per acquistare soprattutto le produzioni locali. Chiediamo quindi a supermercati, ipermercati e discount di privilegiare negli approvvigionamenti i prodotti veronesi per sostenere lo sforzo degli agricoltori e degli allevatori per assicurare le forniture alimentari al territorio e all’intero Paese. Allo stesso tempo, ci raccomandiamo con i consumatori di scegliere e acquistare i prodotti locali e di stagione contro le speculazioni che sono garanzia di qualità e salubrità e permettono il sostentamento della nostre aziende».

Un obiettivo sostenuto dalla campagna #MangiaItaliano lanciata dalla Coldiretti alla quale stanno aderendo numerosi volti noti.

«A breve – conclude Salvagno – avvieremo una campagna di comunicazione a livello locale per sensibilizzare l’opinione pubblica ad acquistare produzioni locali di qualità».