Coldiretti, danni da grandine in campi e frutteti

Coldiretti, tramite il suo monitoraggio, fa emergere i numerosi danni nelle campagne, causati da grandinate e vento forte. «Una situazione di pericolo - secondo la Coldiretti - anche perché espone al freddo le piante che si sono risvegliate precocemente per il caldo anomalo di questi mesi».

Emerge dal monitoraggio della Coldiretti, l’improvvisa ondata di maltempo che ha interessato la Penisola con il ritorno delle neve in appennino e sulle Alpi. Grandinate e vento forte hanno provocato danni a macchia di leopardo nelle campagne su colture orticole precoci, come lattughe, cavoli, bietole da seme, ma anche alberi da frutto come peschi, albicocchi e susini, in fase di inizio fioritura in questo “inverno bollente”.

Una temperatura che fino ad ora è stata, in Italia, superiore di 1,65 gradi alla media storica, secondo le elaborazioni su dati Isac Cnr relativi al mesi di dicembre e gennaio. «Una situazione di pericolo – secondo la Coldiretti – anche perché espone al freddo le piante che si sono risvegliate e sono quindi più vulnerabili con la conseguente perdita delle produzioni e del lavoro di un intero anno».

«L’andamento anomalo di questo inverno conferma dunque – continua la Coldiretti – i cambiamenti climatici in atto che si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi e sfasamenti stagionali che sconvolgono i normali cicli colturali ed impattano sul calendario di raccolta e sulle disponibilità dei prodotti che i consumatori mettono nel carrello della spesa».

«L’agricoltura – conclude la Coldiretti – è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici che si manifestano con una più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali e territoriali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo che hanno causato una perdita in Italia di oltre 14 miliardi di euro nel corso del decennio tra produzione agricola nazionale, strutture e infrastrutture rurali.